La jetée
1962
Francia
Regia: Chris Marker
Sceneggiatura: Chris Marker
Singolare e riuscitissimo esperimento, ad opera di Christian François Bouche-Villeneuve, in arte Chris Marker, schivo personaggio ombra con una vita avventurosa e cinematograficamente dedicata principalmente al documentario.
Il film è una "spremitura di pellicola", è infatti strutturato in stile fotoromanzo, con una storia raccontata tramite immagini fisse in successione; non fotografie, ma veri e propri fotogrammi esplicativi estrapolati da sequenze girate in precedenza, tutto accompagnato dalle parole extra-diegetiche dell'istanza narrante. Unica concessione sono delle dissolvenze incrociate per il collegamento di alcune delle immagini.
Rapportabile ad uno sci fi catastrofico, ma con alta concentrazione di filosofia e lirismo; tratta di immagini –mai termine più esatto– scolpite nella memoria, nuove guerre mondiali e seguenti società allo sbando, potenti conquiste scientifiche e risvolti distopici.
Come detto, un "succo" sostanziale, un anello che strizza l'occhio a cinema, pittura e fotografia contemporaneamente. Possibile valenza simbolica: la riduzione dell'insieme potrebbe essere paragonata alla distruzione della civiltà trattata nella pellicola, con i pochi residui di vitalità; in più c'è una scena con qualche secondo in movimento, e visto si tratta del risveglio di una persona l'affinità si fa più profonda.
Consigliatissimo a chi è immerso in studi formali, agli appassionati di fantascienza e ai... romantici.
PARTE 1
PARTE 2
PARTE 3