OCCHIO: degustazione, esegesi...   ESPRESSIONI: visioni, letture, arte...

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mercoledì 22 luglio 2020

il colore inatteso

La fée printemps
1902
Francia

Regia: Segundo de Chomón

Una buona azione porta a genesi inaspettate, con presenza di allegoria.

domenica 19 luglio 2020

nascita e cambiamento

Les cartes vivantes
1905
Francia
Regia: Georges Méliès


Dal fuoco, da un numero (?) ella si genera. Da lei poi viene lui; che siamo noi.

domenica 28 aprile 2019

The Hasher's Delirium

Le songe d'un garçon de café
1910
Francia
Regia: Émile Cohl


Gli incubi di voracità e vizio prendono diverse forme, dalle più concrete alle più infernali.
Ma quando arriva il momento di pagare il conto, il serpente decide che il dito va puntato contro se stessi.

mercoledì 27 marzo 2019

Mr. and Mrs. Hayseed

Mesmerist and Country Couple
1899

Stati Uniti d'America

Persone, coppie, presentano un interesse a modernizzarsi anche se in modo, a loro insaputa, contraddittoriamente arcaico. Loro son tronfi, ma, con queste intenzioni, facile è finire nelle ragnatele di abili aracnidi che muovono fili come il più capace dei marionettisti.

domenica 17 febbraio 2019

question mark

The '?' Motorist
1906

Regno Unito
Regia: Walter R. Booth

Sogni d'evasione, ben prima che missioni motorizzate diventassero fatto, allegoria, metafora.
Oltre le impomatate leggi terrestri, con un po' di tracotanza, con dubbio infuso.

domenica 15 ottobre 2017

il ventaglio

Experimental Animation 1933
1933
Regno Unito
Regia: Len Lye
Scritto: Len Lye


Espressioni antropomorfe in 16mm, spensieratezza sperimentale, accennato eco d'amore, duetti esotici, panoramiche animate, lunghezze in breve.

mercoledì 4 ottobre 2017

alambicchi

L'hallucination de l'alchimiste
1897
Francia

Regia: Georges Méliès

Il sonno dell'irragionevolezza.
Verdi serpi saltellanti spargono aracnidi e grazia.
In seguito, il fuoco purificatore materializza il fantasma della ragione.

domenica 2 marzo 2014

115 metri

Le voleur invisible
1909
Francia
Regia: Segundo de Chomón
Soggetto: H. G. Wells

Primo adattamento cinematografico del celeberrimo The Invisible Man di Herbert George Wells, ove il romanzo stesso, edito appena dodici anni prima, è presente materialmente nel film ed è guida per il personaggio principale. È una trasposizione da puro intrattenimento, come tante tipiche produzioni di quegli anni, senza le profondità del libro, ma condivide con esso la spregevolezza d'intenti da parte del protagonista.
Formidabile la resa visiva partorita dall'esperta mano del Chomón.  

domenica 16 febbraio 2014

reverse gravity

A Trip to Mars
1910
Stati Uniti d'America
Regia: Ashley Miller

Il pianeta Marte per la Edison Manufacturing Company è un girone infernale, dai tratti mitologici, che punisce la megalomania che caratterizza certe escursioni scientifiche, per certi versi è precorsa la strada di quei "mad doctor" che troveranno terrine fertile nell'arte di almeno quarant'anni dopo, nondimeno quella che rappresenta le popolazioni aliene come avverse a terrestri (e non?), in maniera simile a Le voyage dans la lune di Georges Méliès.

sabato 11 gennaio 2014

carica a molla

Die Puppe
(La bambola di carne)
1919
Germania
Regia: Ernst Lubitsch
Scritto: E.T.A. Hoffmann, Hanns Kräly, Ernst Lubitsch, A.E. Willner

Quando l'aristocrazia ha bisogno di ingraziarsi l'esistenza con un matrimonio, ecco che arriva il fabbricante di bambole, carine e subito pronte all'uso. Adatte anche per i maschi più difficili, persino il più restio dei misogini può avere il suo gingillo che fa le moine, balla, si esibisce, crea invidia e può vivere in una casetta di cartone tutta agghindata. Con essa sono fornite anche le istruzioni...
Problema risolto per il signore problematico, peccato che la bambola sia imperfetta, o meglio, ha una natura diversa, umana, ma all'uomo sta bene così e vissero tutti felici e contenti.

domenica 29 settembre 2013

15 August

Le monstre
1903
Francia
Regia: Georges Méliès  

Un court métrage di Méliès sottotono rispetto ad altri, le magie tecniche sono più o meno le stesse ma generalmente meno attente; buono però in svolgimento ed atmosfera, acquista corposo valore se musicato a dovere.
Lui era un maestro dell'illusione, qui un uomo si illude di poter riavere l'amata deceduta. Dopo grottesche situazioni avrà del tempo per credervi, ma pochissimo.

lunedì 2 settembre 2013

da così a così

Le roi du maquillage
1904
Francia

Regia: Georges Méliès

La qui presente scenica correttezza di mostrare la faccia che si assumerà prima del tempo non fa parte di ciò che accade nella fredda collettività, dove il cambio avviene senza avvertimento alcuno. Per non parlare della classe con cui approda la trasformazione in questo court métrage, squisita arte della sovrimpressione, che non ha nulla a che vedere con il repentino rimpiazzo della famigerata maschera sociale, servita senza tanti salamelecchi — tanto meno "artistici" — , in maniera brutale o viscida.

domenica 16 giugno 2013

un destino perlato

Le pêcheur de perles
1907
Francia
Regia: Ferdinand Zecca

Il sogno di un uomo che scende in profondità materiali e chimeriche, si mette in gioco e sfida i pericoli di questi abissi, però la ricompensa sarà fastosissima, soprattutto perché ne farà partecipe chi ha sempre amato, tornando dove ha sempre vissuto, dove quindi aveva già dei tesori, che saranno gli stessi ma ricoperti di lustrini.
Atmosfera onirica del Pathécolor, o Pathéchrome, che dir si voglia, e fotografia del "nostro" Segundo de Chomón.

sabato 8 giugno 2013

sotto la sua ala

Métamorphoses
1912
Francia
Regia: Segundo de Chomón
Scritto: Segundo de Chomón

Possa la soave magia di Segundo de Chomón e della vecchia Pathè Frères aiutarci a vincere l'immane ripugnanza del fango che cerca di immobilizzarci; che quelle piccole ma portentose fiammelle riescano a sciogliere i veleni e a tramutarli in elementi di sentita gioia sostenitrice.
Il fasto dell'arte, caleidoscopico, riesca ad avvolgerci tra le sue spire, permetta che ci si adagi fra i suoi fumi.

sabato 1 giugno 2013

il canto dell'uomo

La siréne
1904
Francia
Regia: Georges Méliès

Ruoli invertiti: questa volte è una sirena a cedere alle lusinghe di un umano, completamente soggiogata alle sue azioni, ma senza patirne, c'è da dire, anzi, traendone apparentemente piacere.
L'uomo è entità terrena solo a prima vista, vanta infatti poteri magici e massima libertà d'azione, è "mutaforma", non cade quasi mai nei soliti tranelli à la Méliès, domina sul regno vegetale ed animale, arriva ad una condizione di potenza tale da diventar divinità, o forse lo era fin dall'inizio.

giovedì 28 marzo 2013

metallo

Approfondimento di un pezzo qui già apparso agli albori del blog, proposto dall'ospitale e puntuale sito Il futuro è tornato, nel consolidato filone sulla sci-fi "rossa" curato da noi di occhio.
Si abbandona l'Europa e si vola fino in Estremo Oriente, atterrando a Pyongyang per dare uno sguardo, attento anche alle circostanze di realizzazione, a quella che è probabilmente la pellicola più famosa prodotta dall'industria cinematografica della Repubblica Democratica Popolare di Corea: Pulgasari.

sabato 10 novembre 2012

castigo

L'araignée d'or
1908
Francia
Regia: Segundo de Chomón
Scritto: Segundo de Chomón

Il mago Segundo de Chomón ci porta nel mondo dell'avarizia più sfrenata, contraddistinta all'accumulo selvaggio, quel male che intacca la materia grigia preesistente ma già avviata al disfacimento morale.
Tempi remoti di produzione, quando a farla da padrone era il bianco e nero, ma in questo caso fu utilizzata una tecnologia per il colore forgiata da Chomón, "Pathécolor", utile per evidenziare le tinte oro, simbolo di ricchezza e, nello stesso tempo, di cupidigia. Il resto è viva natura boschiva, dimore spicciole e bellissime, e arte, tanta arte, ed è la natura stessa a crearla e gestirla, padrona dell'essere umano.
Le animazioni fotogramma per fotogramma, tipiche di questi film "a trucchi", brillano di vivo splendore e come detto in passato, in occasioni simili e senza esagerazioni, non sfigurano neanche ai giorni nostri. 
Avanguardistici sono degli ammiccamenti metacinematografici presenti: alcuni personaggi si rivolgono allo spettatore e c'è un'originale e benissimo inserita auto-promozione della Pathé Frères.
Recentemente musicato da Etienne Desaux.

venerdì 6 luglio 2012

macchie d'incubo

Bastano davvero pochi secondi ad emozionare, quando c'è competenza e passione.
Un violino, un'immagine che pian piano si rivela, pregna di significato, uno schizzo d'autore. Poi un titolo semplice ma potente.
È la sigla del contenitore i giochi del diavolo - storie fantastiche dell'ottocento, curato da Roberta Carlotto e trasmesso in RAI nel 1981. Siamo fuori dai mitici Sessanta e Settanta, abbondantemente osannati, ma riusciamo ugualmente a trovare una proposta profonda, anche istruttiva. Sei le pellicole mandate in onda, una già discussa, La Venere d'Ille, tratta da un racconto lungo di Prosper Mérimée, ma altri fior di autori ci hanno deliziato tramite film per la televisione ispirati a loro opere: Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Henry James, Gérard de Nerval, Robert Louis Stevenson e Herbert George Wells.
Una vecchia scuola che appagava soltanto con un'introduzione.

mercoledì 9 maggio 2012

movimentati piccoli spazi

The Haunted Curiosity Shop
1901
Regno Unito
Regia: Walter R. Booth

Un negozietto di curiosità in vecchio stile, à la Safarà di Dylan Dog, per intenderci. Qui però il gestore non ha poteri, quasi nulla può contro le presenze moleste. A far loro da porte d'accesso ci sono il classico armadio e il tipico vaso dell'iconografia d'orrore, stessa cosa per la forma delle entità, si va dagli scheletri ai fantasmi incorporei, dalle teste volanti a dispettosi  folletti.
Tutto in un quadro fisso, con quegli effetti che strabiliavano da almeno un quinquennio.
Ritroviamo Walter R. Booth, già visto qui.

sabato 11 febbraio 2012

cave amantem

La Vénus d'Ille
(La Venere d'Ille)
(Tratto da Racconti e novelle)
Prosper Mérimée
Sansoni Editore

La Venere d'Ille è ambigua, di provenienza incerta, con su iscrizioni altrettanto tali, dall'espressione affascinante ma sadica, dai tratti somatici tigreschi, sensuale, beffeggiatrice, cosa che la rende estremamente ipnotica. Viene tratta fuori dalla terra, e già in qui momenti dà a vedere il suo dominio sul maschio, ferendo uno degli incaricati dal signor Peyehorade, futuro e gioiosissimo possessore di questa bellissima statua.
A trovarlo, nel sud della Francia, arriva un fine archeologo parigino, interessato all'arte del luogo e presto risucchiato dal vortice di passione inerente la dea. Il suo bronzo è monito sull'intensità dell'amore, vissuto, se necessario, anche in maniera aggressiva.
Per il paese gira un'idea negativa della statua, e un monello non troverà di meglio che cercare di darle una lezione con una sassata; ne farà spese dolorose, altro maschio punito dall'impeto della bellissima.
Il figlio di del sig. Peyehorade, Alfonso, grezzo e corpulento, deve sposare proprio in quei giorni la dolce Madamigella di Puygarrig, suo opposto, mingherlina e delicata. Una Venere in carne ed ossa. Lui prenderà sottogamba la cosa, tutto preso dalla sue attività e dal suo vivere spocchioso e grossolano. Lei però non parrà soffrire più di tanto della cosa, è una ragazzina tenera ma maliziosa, abile a destreggiarsi nelle materiali situazioni provinciali a cui va incontro, ha un lato pungente come la bronzea protagonista. Comunque, con l'amore e con la Venere, perché anche lei ama e quando sa di avere qualcosa difficilmente vi rinuncia, non si scherza, e Alfonso pagherà caro lo scotto delle sue leggerezze, stretto in una morsa di ardore terrificante.

La Venere d'Ille
1979
Italia
Regia: Lamberto Bava, Mario Bava
Soggetto: Prosper Mérimée
Sceneggiatura: Lamberto Bava, Cesare Garboli

Fra le tante trasposizioni venute fuori da varie nazioni, scegliamo quella italiana, con parte della famiglia Bava dietro la macchina da presa.
Prodotto televisivo andato in onda anche nell'interessante ciclo RAI i giochi del diavolo - storie fantastiche dell'Ottocento, figlio di una programmazione che non era fatta solo di danzatori improvvisati e sbirri, presenta tratti tipici di quel tipo di film, in primis la fotografia (di Sebastiano Celeste), che è molto distante dagli standard di Bava senior, facendo presupporre che la parte maggiore sia stata curata dal figlio, qui alla sua opera prima.
Daria Nicolodi è una diafana Madamigella di Puygarrig, che qui ha un nome, Clara, e Marc Porel il pacato parigino, anche lui nominato per comodità, Matthew, ottimi entrambi, così come buona è la verve di Mario Maranzana nei panni del signor Peyehorade e Fausto Di Bella in quelli dell'altezzoso Alfonso.
Colpiscono delle sostanziali differenze, a parte esigenze di ellissi, rispetto al racconto: la promessa sposa e l'ospite si piacciono visibilmente, e verranno anche a contatto, cosa che aumenta la diabolicità di lei e la sua rassomiglianza con la dea; diminuisce e la rende più distante, invece, il fatto che soffra apertamente delle intemperanze del futuro marito, senza presentare la scaltrezza presentata nello scritto.
Insomma, sufficiente pellicola, una via di mezzo tra lo stile degli sceneggiati "settantiani" e quelli moderni.