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domenica 14 aprile 2013

we wonder if time has left a message for us

Circadian Rhythms
1976
Nuova Zelanda
Regia: David Blyth
Scritto: David Blyth, Richard von Sturmer

Più che del ritmo circadiano classico, della giornata di 24 ore, ci troviamo a fare un giro introspettivo della vita, dalla nascita in poi. La prima scoperta della sessualità, di quella stigmatizzata, "curata" con infantile leggerezza di piuma, perché i primi tempi sono immaturi e ci si può ancora "salvare". Ma quando lo scontro con la carne si fa più acceso il buio avanza, diventa difficile collocarsi, il circolo circadiano della prassi, macchinosa come non mai, vuole dominare, ci si ritrova ad essere colpevoli e vittime nello stesso tempo, è forte l'esigenza di voler vomitare fuori il proprio istinto. 
Continua l'autoanalisi, si cade nel rifiuto di se stessi ed è inutile chiedere al tempo di portar consiglio, la risposta è netta, è quella di sempre, e si arriva anche a convincersi di essere aberranti.
Poi tocca all'atto della presa di coscienza, c'è un piccolo rilassamento, ma è solo una parentesi: si fa il bilancio di tutto il proprio trascorso, e il senso di colpa — ma quel colpa? — fa apparire tutto come un gioco perverso, in cui è compreso anche un impaurito sguardo al futuro. 
Le morale pone il veto finale, l'estasi anestetizzante termina e si imbocca un oscuro tunnel...

martedì 17 maggio 2011

non solo kiwi

Larger Than Life
1998
Nuova Zelanda

Regia: Ellory Elkayem

Scritto: Ellory Elkayem


Prodotto che fa rivivere le emozioni degli eco-venegance anni Cinquanta, dichiaratamente ispirato a titoli come Tarantola, Radiazioni B X: distruzione uomo e Assalto alla terra.
Una bella fotografia in bianco e nero ci parla dei classici ragni contaminati e divenuti giganti, con uno stile essenziale e pulito, con il pregio di effetti speciali di tutto rispetto, che richiamano quelli dei film a cui si rifanno. Prove attoriali marcate e un filo sopra le righe, che coadiuvate da musichette utili allo scopo (sempre di stampo Sci-Fi fifties) e comportamenti degli aracnidi volutamente esagerati e inverosimili danno quel tocco cartoonesco che personalizza la pellicola su uno stile farsesco.
Presentata ad un festival nel Colorado, viene notata dai produttori Dean Devlin e Roland Emmerich, e da lì nascerà la volontà di produrre il successivo e fracassone, di uno stile che noi apprezziamo molto meno, Arac attack - Mostri a otto zampe.
Nota: la carriera registica di è Elkayem quasi totalmente votata al fanta-horror.