(La febbre degli scacchi)
1925
Unione Sovietica
Regia: Vsevolod Pudovkin, Nikolai Shpikovsky
Scritto: Nikolai Shpikovsky
Seconda creazione di uno dei più bravi esponenti della "concezione del montaggio" sovietico, coadiuvato da Nikolai Shpikovsky, curatore anche del soggetto.
E' la storia di una smania collettiva circa il gioco degli scacchi, l'intera popolazione moscovita ne è completamente dipendente. C'è un ragazzo che pregiudica il suo rapporto sentimentale per studiare tattiche ed impegnarsi in sessioni anche in solitaria, proprio tramite il famoso immaginario del cambio repentino di seggiola. Non difficile farsi passare per la testa l'allegoria del vizio, dell'esasperazione, degli eccessi circoscritti ad un'unica fascia, che preclude altro; nella pellicola gli scacchi, nel mondo attuale i social network (un esempio fra tanti, però permetteteci di non accostare più di tanto le due cose, gli scacchi sono comunque un gioco che tiene in movimento la mente, sempre)? Finale che sembrava dirigersi sullo spirito di sacrificio e di adattamento, per poi velocemente cambiare rotta...
Realizzazione da alta scuola, sequenze veloci che ci mostrano una Mosca innevata con le sue molteplici caratteristiche.
Cameo per il campione di scacchi cubano José Raúl Capablanca.
Presente su Youtube, lì soltanto in russo:
PARTE UNOPARTE DUE