OCCHIO: degustazione, esegesi...   ESPRESSIONI: visioni, letture, arte...

domenica 13 gennaio 2013

a love story

VHS mon amour
2013
Russia
Regia: Bakshaev (Alexander Bakshaev)
Scritto: Robert Monell

Entriamo nel puro Amore, allontanandoci da stereotipi, penetriamo in un vero e proprio atto di profondo sentimento, tale per chi l'ha creato, tale per il protagonista, un'ombrosa persona schiva e dedita totalmente al suo personale pianeta, tassellato da bootleg di vecchie VHS, segno di inattaccabilità dei propri connotati da fattori esterni, nonostante il passare del tempo.
In un malinconico scenario "tarkovskijano" vige una placida distruzione: ruderi, alberi caduti, acqua che ha perso limpidezza, stralci d'arte che vengono sacrificati al fuoco, quest'ultimo anche elemento distruttivo di se stesso. Egli, passando in questi luoghi, vive di allegorici fotogrammi estratti dalle sue cassette, percepito da altri non lo è quasi, coloro con cui viene a contatto sono sordi al suo animo; in un caso, però, qualcuno riconoscerà la sua scia emotiva e lui regalerà un segno.
Difficile non lasciarsi prendere dall'armonia di questo racconto, che trasforma in poesia anche una prosa e delle videocassette di b-movie italici, che si fonda sul montaggio e l'indovinato sincronismo sonoro, nonché su una fotografia nitida e cristallina, che sfrutta appieno i colori della natura e la luce diegetica, sempre vicina al citato Andrej di Stalker.
Dalla sua anche tre delicate — e taglienti, in ugual modo —  presenze fisiche, piacevoli ventate di passione.
Poi "ci sono" Mario Bava, Lucio Fulci, Jean-Luc Godard, Joe D'Amato...
E immensa sorpresa quando ho scoperto che tutto questo era dedicato alla mia persona; quando un certo animo artistico, una passione che non è fine a se stessa ma mondo, lega senza trovar confine, contrariamente a smancerie e frivolezze da presunte vicinanze.
Grazie, Alex, a buon rendere!

domenica 6 gennaio 2013

pentimento

The Voice of Conscience
1912
Stati Uniti d'America

Bestia nerissima può essere la gelosia, mostruosa quando comprende un'esasperata sete di possesso dell'individuo fulcro, arrivando anche ad annullarne i connotati per farlo totalmente proprio. In questi casi diventa impossibile la comunione del soggetto ambito, seppur minima, chiodi che trafiggono il cranio sono le azioni che egli volge al prossimo, indescrivibile dolore se egli preferisce altri.
Gelosia, spesso mascherata da sentimento, guida tremende azioni che son mannaie e non carezze al cuore. Quando codeste arrivano e fanno un danno consistente urge rimedio, pugno duro per questa malattia distruttiva, tale da far venir fuori la voce della coscienza.

lunedì 31 dicembre 2012

anche un treno è inutile

La Chambre bleue
(La camera azzurra)
(Tratto da Racconti e novelle)
Prosper Mérimée
Sansoni Editore

Il senso di colpa è una delle più pressanti sciagure che possano colpire capo ed animo, con il primo che elabora inquietanti pensieri indotti, anche dei più allucinanti. Il restante fisico reagisce in misura uguale, soffrendo, ansimando. 
Non si è mai al sicuro quando ci si sente macchiati, anche se ci si allontana dall'abitato, ci si vela o apparta in un veicolo o in una sperduta camera d'albergo.
Le storie annesse, le citate fantasie germinate dal peccato possono rovinare notte e giorno, sonno e veglia, appetito e digiuno.
La sporco della coscienza passerà anche sotto una porta.
Non c'è amore incorretto che sia totalmente esente da senso di colpevolezza.

venerdì 28 dicembre 2012

batticuore

Absurd Encounter with Fear
1967
Stati Uniti d'America
Regia: David Lynch
Scritto: David Lynch

Diceva un tale: «Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto». Paura dell'oscuro mondo che può eruttare dai meandri della psiche umana; paura che può essere un'indistinguibile situazione in un campo lungo. Un tempo che scorre e tarda a dare risposte può esser terrore, non da meno l'avvicinarsi di una catarsi che non libera e non rivela nulla. Angoscia può crearsi quando arriva l'inaspettato, nel momento in cui non si presenta ciò che avevamo ipotizzato, così come nel frangente in cui un fulcro ritenuto tranquillo manifesta ambiguità.

sabato 22 dicembre 2012

mascherata naturale

Kleider, contenuto in Betrachtung  
(Vestiti — Contemplazione)
(Tratto da La metamorfosi e tutti i racconti pubblicati in vita)
Franz Kafka
Giangiacomo Feltrinelli Editore

Nella società dell'apparire e dell'idea di personale immortalità, ci si bea tutti i giorni del proprio "abito", sfoggiando con convinzione le sue varie caratteristiche. Inconsapevole ripetitività del vivere quotidiano che parte dal mattino, un corso materiale che si può anche credere imperituro. 
È una riproposta continua, nel bene e nel male, domande a se stessi non vengono poste. Ma, nella sera dell'esistenza, scrutando dentro sé, capita che tali quesiti arrivino, e la risposta è un'esistenza consunta, gonfia, impolverata, già vista da tutti e impossibile a portarsi.

sabato 15 dicembre 2012

la gaelica valle delle ombre

Return to Glennascaul
1953
Irlanda
Regia: Hilton Edwards
Scritto: Hilton Edwards

Leggende metropolitane, solitamente di tradizione orale, si legano al media cinema.
Orson Welles, "self" nel cortometraggio, vive una metacinematografica avventura durante una pausa, un po' vera e un po' no, dal suo celebre Otello del 1952.
Opera che trasuda atmosfera da ghost story anglosassone attraverso tutti i pori, con una nebbiosa campagna irlandese ed una magione accogliente ma sinistra, personaggi pacati e gentili ma ambigui, e toccata di humor.
Quadri pieni negli interni, a testimoniare una diversa dimensione, perché contrastanti con quelli gelati e più poveri degli esterni, da brividi della memoria.
L'anello di congiunzione tra i racconti da focolare e la settima arte è la magistrale, come poteva non esser così, narrazione ad opera dello stesso Welles.

sabato 8 dicembre 2012

scritto nelle stelle

Nuovo capitolo per la sci-fi "rossa" trattata su Il futuro è tornato, questa volta ad essere sottoposto a scrittura critica è un autentico capolavoro: Письма мёртвого человека (Pisma myortvogo cheloveka), in Italia rinominato Quell'ultimo giorno - Lettere di un uomo morto, post-atomico dalla terra del Volga.
Fotografia da antica cartolina e colpi all'anima, argomento quantomai attuale, venuto fuori nello stesso anno del collasso di Černobyl', produzione del Lenfilm Studio.
L'ucraino Konstantin Sergeyevich Lopushansky è stato, nientemeno che in Stalker, assistente di Tarkovskij, e pare averne assorbito delle caratteristiche peculiari, cosa ben evidente in questa truce e profondissima pellicola.

domenica 2 dicembre 2012

i denti delle donne sono oggetti così affascinanti...

L'étoile de mer
1928
Francia
Regia: Man Ray
Scritto: Robert Desnos

Provare a guardare il mondo attraverso un vetro, un fondo di bottiglia, un bicchiere, è solo illusione di poter distorcere una realtà già di per sé alterata e oscura. Ed è proprio questo mezzo di contorsione ad essere venerato, perché ci riferisce ciò che vorremmo e ci nasconde ciò che non desideriamo, oppure ci fa bramosi di sapere, con quest'aspetto che diventa piacere esso stesso.
La donna è un'animosa stella marina, con le sue mille sfaccettature, o è un calcolato vetro, affascinante. L'amore per questa creatura va inscatolato, assaporato con distanza, si è in balìa d'esso come carta trasportata dal vento (le parole sono inutili, portate via dalla corrente), è un viaggio, una natura morta, deve rimanere inviolato. Tanto finirà per essere ucciso, con la ragione di Atena.
La stella di mare sarà abbandonata, il vetro distrutto, la realtà sarà svelata. Bella. 

sabato 24 novembre 2012

pubblicazione

Edgar Allan Poe
1909
Stati Uniti d'America
Regia: David Wark Griffith
Scritto: David Wark Griffith, Frank E. Woods

L'essenza del mito di Boston nel ristretto ma infinito spazio di quadri fissi. Se un Segundo de Chomón o un Georges Méliès facevano dei "trucchi" la loro colonna portante, D. W. Griffith placava e placa ancora la sete dello spettatore con la struttura narrante, tanto accalorata quanto "analitica": una vicenda, un paio d'occhi, una marcata gestualità. 
Storia di Edgar Allan, con i suoi topoi di morte dell'amata, povertà, malattia, difficoltà. E ancora: arte, paranoia, masochismo, perversione, Il corvo.
C'è il fido Woods alla scrittura cooperativa e la moglie del regista, Linda Arvidson, sul set. Niente intertitoli, perduti, ma non se ne sente affatto la mancanza.

sabato 17 novembre 2012

essere minuscolo

Muha
1968
Jugoslavia
Regia:Vladimir Jutrisa, Aleksandar Marks
Scritto: Aleksandar Marks, Vatroslav Mimica

La celebre Zagreb School of Animation ci propone un'illustrazione della minuzia umana rispetto all'immane universo. L'uomo non ha rispetto per la natura, per altri abitatori della Terra, quindi le conseguenze non tardano ad arrivare, ma stavolta sono più filosofiche, riflessive e di consapevolezza, oltre che materiali. Egli è nullità, è un granello in un deserto, non è difficile sovrastarlo.
La scuola d'animazione croata era un gioiello dell'allora Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia; esportava in tanti Paesi, anche d'oltreoceano, era una fucina di idee, di scambi e collaborazioni, un magistrale esempio di produzione artistica. In Italia l'abbiamo conosciuta principalmente tramite il cartone animato di qualità ma essenzialmente disimpegnato Il professor Baltazar, ma si dava sistematicamente anche ad opere più intimiste, come quella in esame, grande esempio di profondità, nonché di tecnica registica e uso del sonoro. 

sabato 10 novembre 2012

castigo

L'araignée d'or
1908
Francia
Regia: Segundo de Chomón
Scritto: Segundo de Chomón

Il mago Segundo de Chomón ci porta nel mondo dell'avarizia più sfrenata, contraddistinta all'accumulo selvaggio, quel male che intacca la materia grigia preesistente ma già avviata al disfacimento morale.
Tempi remoti di produzione, quando a farla da padrone era il bianco e nero, ma in questo caso fu utilizzata una tecnologia per il colore forgiata da Chomón, "Pathécolor", utile per evidenziare le tinte oro, simbolo di ricchezza e, nello stesso tempo, di cupidigia. Il resto è viva natura boschiva, dimore spicciole e bellissime, e arte, tanta arte, ed è la natura stessa a crearla e gestirla, padrona dell'essere umano.
Le animazioni fotogramma per fotogramma, tipiche di questi film "a trucchi", brillano di vivo splendore e come detto in passato, in occasioni simili e senza esagerazioni, non sfigurano neanche ai giorni nostri. 
Avanguardistici sono degli ammiccamenti metacinematografici presenti: alcuni personaggi si rivolgono allo spettatore e c'è un'originale e benissimo inserita auto-promozione della Pathé Frères.
Recentemente musicato da Etienne Desaux.

sabato 3 novembre 2012

vampiro

The Oval Portrait
1934
Stati Uniti d'America
Regia: Richard L. Bare
Scritto: Edgar Allan Poe

Monomania, ossessione, qual male, magari peggiorato dal fatto di essere oggigiorno più futile rispetto ad un caso appartenente al passato, dove l'Arte con la a maiuscola era carnefice, mandante che strega l'assassino distaccandolo dal reale. Un male che succhia energia, tanto quanto ne dà.
Quante lui è lei ne sono stati vittima, con la devozione per l'altra metà del frutto talmente forte da porgere la propria vita su di un vassoio, annullando se stessi in favore dell'altro, intingendosi nel suo essere senza lasciare fuori alcuna parte di sé. 
Ma spesso, sempre o quasi sempre, nessuno catena è stata serrata, scelta personale è stata, c'era tempo per correre ai ripari. Solitudine di entrambi? Pazienza.
She (he) was dead!

sabato 27 ottobre 2012

varchi

Barbe-bleue
1901
Francia
Regia: Georges Méliès
Scritto: Charles Perrault, Georges Méliès

Quadro fisso. Ricchezze tanto fastose da mettere in ombra un aspetto non rassicurante, cosa fastidiosa anche in tempi remoti, e un'inquietante incognita, un velo misterioso. Dissolvenza incrociata. Sposarsi ancora una volta non è stato facile, ma l'uomo dalla curiosa barba ha avuto di nuovo ciò che voleva (perché voleva?), grazie anche ad un intervento genitoriale, fattore non del tutto estinto, proprio oggi... Dissolvenza incrociata. Lei non è convinta, affatto. Il simbolo della sua insoddisfazione è la curiosità, che prende la forma materiale di una grossa chiave. Due coscienze, opposte, fanno pressione. L'orrore è dietro l'angolo, o meglio, dietro una porta. Dissolvenza incrociata. Raccapriccio, il famoso velo vola via, ma lo stesso non si può dire di quello, fulcro di infinite elucubrazioni, che cela la psiche umana. Dissolvenza incrociata. Il tormento è fortissimo, le coscienze sono giullari del destino o giudiziose presenze. Epilogo. Qualcuno ne esce decisamente meglio, ma nessuno è un vero vincitore.

martedì 9 ottobre 2012

un paio di amplessi

Due "peccati" di Renato Polselli

Ah, quel "bis" di tempo fa! Rivalutato davvero o fintamente, reinterpretato forzando la mente, o forse davvero più significativo di tanta altra roba, ma, come in questo caso, diverso, come una chiacchierata ad un tavolino, oppure un pomeriggio di solitudine.
Ampollosi esperti o disimpegnati modaioli dicano quel che vogliono; Renato Polselli era unico, si esprimeva in maniera estroversa, anche se non sempre volontariamente, provava un certo gusto, se la rideva, infilava possibili estemporaneità e rifletteva.
Non neghiamo di aver predilezione per i suoi horror, intendendo entro il suo panorama lavorativo, ma questo dittico sulla sessualità ha comunque un posto d'onore nelle nostre preferenze.
Il primo dei due, anno 1973, Rivelazioni di uno psichiatra sul mondo perverso del sesso, di generazione B già dal titolo, allucinante, pieno di crepe, proporzionalmente alla lunghezza della truccata linea degli occhi delle protagoniste. Taglio documentaristico, con tanto di dottore e studenti ad ascoltarlo (e di più), che fa il verso a quei prologhi tanto in voga nell'exploitation, taglio però esteso a tutta la pellicola, che tratta perversioni legate alla sfera erotica, dalle più ricercate a quelle più pesanti. Leggerezze varie, definizione di feticismo palesemente errata, prostitute e transessuali macchiettistici, ma resi in quel sussurrato tipico stile del Renato da Arce.
Fotografia e montaggio talmente scalcinati da avere un senso, necessità di chiudere un occhio in qualche frangente, in altri di aprirne un terzo, perché le protagoniste polselliane sono sempre di gran rilievo, comprese quelle maccheroniche. Ma, checché si dica del buon maestro, per elucubrare c'è tanto materiale, alcuni oggetti argomentativi presentati non sono acqua di rose, e neppure datati. In altri casi, magari possiamo aiutare le nostri sinapsi ingigantendo... 
Quando l'amore è oscenità (1980), chiamato anche semplicemente Oscenità, vorrebbe generalmente presentare, nello stesso stile, con esperto e tavola rotonda di ascoltatori, la sporcizia dell'abuso di potere, ma la mano censoria ha bocciato l'opera e fatto riscrivere i dialoghi, facendo perdere gli intenti originari, permettendo un'uscita postuma solo dopo la rielaborazione e tramutandosi in un excursus, forse non voluto, sulla condizione sottomessa della donna e del suo corpo, per poi perdersi in allucinata psichedelia. 
C'è il grottesco, si ride, si scherza, ci si bea delle solite carni, ma non si può negare che la potenza delle pulsioni ci sia, forte come si usava ai tempi, stesso dicasi per la ragione di meditare, ogni tanto. Da apprezzare gli intenti naturistici, meno il finale.
I rimaneggiamenti non permettono anche di capire quale sia la "caciara" tecnica originale, specialmente nell'editing, che fa ben bene il paio con quello dell'altro film.
Concludendo: i tre interessati possono benissimo mandare a quel paese i promotori di balletti e patinature TV, e chiudersi in casa con Renato Polselli.

domenica 30 settembre 2012

la pista migliore

Death's Marathon
1913
Stati Uniti d'America
Regia: David Wark Griffith
Scritto: William E. Wing

Due uomini: uno avrà una delusione, l'altro partirà per una maratona mortale, un percorso di vita sempre più decadente. Colleghi di lavoro, il primo sarà rifiutato da una donna che poi diverrà la sposa dell'altro, da qui inizierà il dramma: matrimonio, figlio, noia della vita coniugale, rapporto scarnificato, demone del gioco, debiti, impiego compromesso.
D.W. Griffith già rodato, attento alla composizione del quadro, all'esposizione e alla profondità di campo, delle volte pennellando in maniera allegorica. Stile accademico unito ad emozioni vivissime, drammi affatto sognanti (written by William E. Wing), denunciatori di uno stile di vita che può benissimo essere anche piatto e lesivo, tempi tirati come nervi, ma nello stesso tempo riempiti di innata classe, suspense sobria, uno dei suoi stilemi.
Parte finale con telefono per rimarcare le distanze emotive fra i personaggi, viaggi per tentare di ripristinarle e cinismo.

venerdì 28 settembre 2012

nonna del futuro

Continua il soggiorno nella ČSSR, citando il nuovo contributo pubblicato sul sempre ottimo Il futuro è tornato: un articolo che parla di Kybernetická babička, stupendo cortometraggio sci-fi del mostro sacro della stop motion Jirí Trnka.
Fra cliché, idee innovative, punte d'inquietudine e filosofia, c'è tanto materiale per riflettere e saziare occhi e anima.
Un'opera che è componente di quel percorso che ha accresciuto notevolmente il panorama culturale di Cecoslovacchia e divisioni successive.
Conosciuto anche con il titolo inglese The Cybernetic Grandma, produzione Krátký film Praha.

sabato 22 settembre 2012

la triste corsa

Svatební kosile
1978
Cecoslovacchia
Regia: Josef Kábrt
Soggetto: Karel Jaromír Erben
Sceneggiatura: Josef Kábrt

Non tutte le richieste possono essere esaudite, comprese quelle pregne di sconsolato Amore, magari legate ad un candido abito nuziale. Così la fede vacillerà e a questa disperata storia assisteranno una Luna perplessa e delle piante piangenti lacrime di sangue. Lei aveva occhi solo per il suo sposo, ma lui ha assunse forma diversa, come il destino che vuole riservarle, lontano dai loro programmi. Lei rifuggirà, temerà, ma poi un sole accecante risolverà. In che modo?
Animazione ridotta al minimo per l'esperto Josef Kábrt, con tratti estetici che sembrano venir fuori da un libro di lugubri fiabe. Ed è proprio l'ambiente adatto, visto che si parla di una trasposizione da un poema di Karel Jaromír Erben, noto esponente del folclore ceco, un promotore di leggende, racconti e canti, boemi, moravi, cechi, slavi, simili a quest'opera.
Kábrt è stato anche collaboratore, nelle vesti di disegnatore dei personaggi, della più nota produzione francese/cecoslovacca La planète sauvage (Il pianeta selvaggio), di René Laloux, e le similitudini sono evidenti.
Svatební kosile, che sta proprio per "camicia nuziale", è stato proposto cinematograficamente anche nel 1925 e nel 2000.

venerdì 14 settembre 2012

sprazzo di Terayama no. 9

書見機 (Shoken-ki)
1977
Giappone
Regia: Shûji Terayama

The Reading Machine.
Punto fermo della storia dell'umanità, il libro arde come un fuoco.
Legato indissolubilmente alla meccanica cerebrale, fondamenta del progresso, lo scorrere uno di essi è come avvicinarsi man mano ad una luce, sempre più forte, sempre più penetrante.
È natura e meccanica nello stesso tempo, è materializzarsi dei sogni dell'uomo, passaggio spirituale di generazione in generazione; nutrimento, fa le veci di una mammella.
Parole; bisogna avere solo una rozza scorza per evitare.
Che la danza continui all'infinito!

domenica 9 settembre 2012

in guerra

Lontano dalle rose
2012
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Sceneggiatura: L. Caligari (Luigi Castellitto)

Il piacere per l'effimero è come il contatto con una rosa: ci si bea con essa, per la sua bellezza e il suo profumo, ma ci si punge con le spine. Sulla strada della vita ciò accade spesso, di rose, sulla via, se ne incontrano tante.
Labili piaceri che questa società rende necessari ci schiavizzano, violentano; alieno e temuto è chi se ne allontana. Egli è in lotta, fornito d'adeguate armi, d'attacco e difesa. Forti scudi e splendenti spade d'ogni tipo, la loro forma può esser materiale o meno, la scarica emotiva che emanano è sempre forte. Alcune volte è davvero inaspettata, spaventa!