OCCHIO: degustazione, esegesi...   ESPRESSIONI: visioni, letture, arte...

lunedì 2 settembre 2013

da così a così

Le roi du maquillage
1904
Francia

Regia: Georges Méliès

La qui presente scenica correttezza di mostrare la faccia che si assumerà prima del tempo non fa parte di ciò che accade nella fredda collettività, dove il cambio avviene senza avvertimento alcuno. Per non parlare della classe con cui approda la trasformazione in questo court métrage, squisita arte della sovrimpressione, che non ha nulla a che vedere con il repentino rimpiazzo della famigerata maschera sociale, servita senza tanti salamelecchi — tanto meno "artistici" — , in maniera brutale o viscida.

mercoledì 21 agosto 2013

passaggio a livello

L'arrivée d'un train
2013
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: L. Caligari
Sceneggiatura: L. Caligari

Caligari si mostra palesemente debitore verso gli esordi del cinema in senso più stretto, giunti alla fine dell'Ottocento. Per permettere di leggere questo corto, supponiamo non sia necessario spendere parole per quelle opere, basta averne presente il potere seminale, insieme ad una rappresentazione della meccanica, della tecnologia, della meccanicità, dell'elettrificazione, ecc., e di tutto ciò contemplato anche da un punto di vista metaforico, allegorico, largo quanto possibile.

domenica 4 agosto 2013

scheletri

The X-Ray Fiend
1897
Regno Unito
Regia: George Albert Smith

Bastasse una spartana scatola a mostrare lo spirito degli uomini. Bastasse una tecnologia, anche obsoleta. La società, probabilmente, cadrebbe in pezzi; insostenibile, incompatibile sarebbe l'invasione di "scheletri da armadio".
In questo corto abbiamo Smith, il genio di Brighton, che ci mostra il valore dell'arresto della ripresa.

sabato 27 luglio 2013

la canzone di Musette

Au printemps
(A primavera)
(Tratto da La mano scorticata e altre novelle)
Guy de Maupassant
Mondadori Editore

Finché siete in tempo, fermatevi!
Sappiamo tutti benissimo che quello sguardo turba, invade, possiede, domina, ma è un canto di sirena, subdola attrazione di civetta. Se ci si lascia corrompere dagli ammiccanti e fasulli respingimenti e da tutto il resto annesso son grandi guai. Guai "sotto contratto".
I più rimangono sordi, non vogliono sentire ragioni, anzi, si indispettiscono se qualcuno glielo fa notare.

mercoledì 10 luglio 2013

Νάρκισσος

Narkissos
2013
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: L. Caligari
Sceneggiatura: L. Caligari

Il narcisismo sfrenato ed imperante, inteso in maniera negativa, è ossessivo come dei fotogrammi o un suono reiterati all'eccesso, martellante per se stessi e per gli altri. 
Nulla contro il culto della squisitezza, quella soggettiva, così viva e personale, ma contro il meccanismo da beceri "showroom dummies", a fine puramente espositivo.
Ci si riflette di continuo, la propria immagine è in un infinito specchio che perde di significato estetico-intimista e acquista sguaiataggine; poi si è costretti ad indossare la famosa maschera, utile ad accontentare il bavoso piacere di tutti.

sabato 6 luglio 2013

Kamera

Attic Queen
1960
Regno Unito
Regia: George Harrison Marks

Da attiva lavorante a regina incontrastata. Basta una piccola soffitta, con la presenza di una riproduzione della Venere di Milo a suggerirci il futuro, qualche simbolico oggetto a corredo e la propria persona. Svetterà un corpo giunonico, da Venus appunto, sovrastato da una mente fervida, adatta a fantasticare verso lidi immensi. I pochi metri quadrati diventeranno regno.

domenica 30 giugno 2013

uno scialle di pizzo di Bruxelles

Im Vorgärtchen
(Nel giardino davanti casa. Uno schizzo)
(Tratto da Danze macabre)
Rainer Maria Rilke
Newton Compton Editori

Fortissima tentazione. In taluni momenti si pensa che val la pena vivere quegli attimi che raramente la vita riserva. Però, vivere momenti di rimorso non è il massimo dell'appagamento... tenendo conto di quanto è breve l'esistenza e quanto essi la riempano. 
Perché la natura ha donato certune bellezze se poi arriva l'inibizione? Anch'esse hanno ciclo breve.
Cosa è giusto e cosa sbagliato? Quei magici sorsi appagano il momento ed il ricordo. Ma il rincrescimento sarà come un granello di polvere improvvisamente visibile: penetrante, difficile da eliminare.

domenica 23 giugno 2013

can such things be?

Beyond the Wall
(Il segnale)
(Tratto da I racconti dell'oltretomba)
Ambrose Bierce
Newton Compton Editori

Una ragazza così dolce da far ardere l'anima con il picchiare leggermente su di un muro, un gentiluomo che si nutre di quella comunicazione così delicata, inequivocabilmente azionata dal calore dei due cuori.
Tutto era partito con la scoperta reciproca e i soliti semplici sguardi, come spesso accade, poi venne la consapevolezza, poi i freni e i paletti d'onore, ma non scomparì l'interesse, che invece crebbe. Non passò molto e si presentò la particolare piega della storia, dove, oltre alla parete protagonista, arrivarono anche altro orgoglio e paranoie, e per finire un immenso rimorso. 
Si ringrazia il signor Bierce per averci narrato una storia d'Amore d'altri tempi, con epilogo, conseguenze e morali forti, ma anche avvenente nel suo candore. 

domenica 16 giugno 2013

un destino perlato

Le pêcheur de perles
1907
Francia
Regia: Ferdinand Zecca

Il sogno di un uomo che scende in profondità materiali e chimeriche, si mette in gioco e sfida i pericoli di questi abissi, però la ricompensa sarà fastosissima, soprattutto perché ne farà partecipe chi ha sempre amato, tornando dove ha sempre vissuto, dove quindi aveva già dei tesori, che saranno gli stessi ma ricoperti di lustrini.
Atmosfera onirica del Pathécolor, o Pathéchrome, che dir si voglia, e fotografia del "nostro" Segundo de Chomón.

sabato 8 giugno 2013

sotto la sua ala

Métamorphoses
1912
Francia
Regia: Segundo de Chomón
Scritto: Segundo de Chomón

Possa la soave magia di Segundo de Chomón e della vecchia Pathè Frères aiutarci a vincere l'immane ripugnanza del fango che cerca di immobilizzarci; che quelle piccole ma portentose fiammelle riescano a sciogliere i veleni e a tramutarli in elementi di sentita gioia sostenitrice.
Il fasto dell'arte, caleidoscopico, riesca ad avvolgerci tra le sue spire, permetta che ci si adagi fra i suoi fumi.

sabato 1 giugno 2013

il canto dell'uomo

La siréne
1904
Francia
Regia: Georges Méliès

Ruoli invertiti: questa volte è una sirena a cedere alle lusinghe di un umano, completamente soggiogata alle sue azioni, ma senza patirne, c'è da dire, anzi, traendone apparentemente piacere.
L'uomo è entità terrena solo a prima vista, vanta infatti poteri magici e massima libertà d'azione, è "mutaforma", non cade quasi mai nei soliti tranelli à la Méliès, domina sul regno vegetale ed animale, arriva ad una condizione di potenza tale da diventar divinità, o forse lo era fin dall'inizio.

domenica 26 maggio 2013

«Why did my eyes have to see this?»

The Bogus Man
1980
Stati Uniti d'America
Regia: Nick Zedd
Scritto: Nick Zedd

Seminale e "inseminata" critica al sistema sovrastrutturale e artistico, in particolare alle caratterizzazioni imperialistico/mediatiche che troveranno, nello stesso decennio di produzione, l'apoteosi del proprio essere con il reaganismo.
Pellicola inseminata perché figlia di tante opere e correnti del passato, nonostante una dichiarata critica di Nick Zedd a certe strutture, seminale perché presa in netta considerazione da successori, compresi "figli" ugualmente politicamente scorretti ma meno repellenti.
Cinema della Trasgressione, di cui Zedd è coniatore e parte nodale, che trova forma e sostanza espressiva in questo corto dai contenuti soltanto relativamente diretti, perché viziati da una realizzazione tecnica realmente sovversiva, capace di sfruttare le limitazioni e tramutarle in essenza.
Il "bogus" è l'anima ipocrita ricoperta di patinatura, l'inganno a cui assistono e si prestano in milioni, compresi sedicenti "indipendenti". 
Difficile capire quanto ci sia di cospiratorio e quanto di taciuto, dietro al potere.

domenica 19 maggio 2013

bloccare

L'insaisissable pickpocket
1908
Francia
Regia: Segundo de Chomón 

Nomato anche Diabolical Pickpocket e El escurridizo carterista, placa la nostra cine-sete di invenzioni dall'aria candida, alimenta l'immagine del mondo che fruisce di una produzione Pathé Frères, con esso ci pare di sentire l'acre ma piacevole odore della cinepresa.
Ode all'arresto di fotogramma, una dimensione che si ferma e rinasce come sole al mattino, è immensa la voglia di emulare, vogliamo che tutto ciò sia spada, ed anche scudo, levàti contro i manichini. 

sul bagnato

Soghoth
1986
Argentina
Regia: Diego Curubeto
Scritto: Diego Curubeto

Se molto forte è un credo nell'animo di un individuo, si può arrivare a materializzare i riti ad esso connessi, con una potente proiezione liturgica.
Il cerimoniale sarà unica azione terrena distinguibile.
Gli adepti del culto si ciberanno di ciò che la mente guida ha prodotto, fra echi umidi e monolitici di una realtà promiscua.

sabato 11 maggio 2013

effetto Kulešov

Mechanics of Love
1955
Stati Uniti d'America
Regia: Willard Maas, Ben Moore

Un montaggio di immagini che prese da sole avrebbero minor senso o un significato opportuno ad altro, una tecnica cara alle teorie di Lev Vladimirovič Kulešov rende nota la meccanicità di quella che è l'esigenza primaria di una larga fetta dell'umana specie. Automatismo, gesto costruito: una lampada, un flauto, una scalinata, delle chiavi...
Probabilmente più appagante è l'attesa dell'atto, rappresentata in maniera sognante, mentre il resto figura ordinario come la trafila di oggetti che compare. 
Dopo la "bollitura" finale, l'alta velocità della metro, il forte vento, ecc., in montaggio accelerato, ci si perde in rimasugli e nel ricordo soffuso dell'azione.

sabato 4 maggio 2013

vecchio artigianato

Il mulino delle donne di pietra
1960
Italia
Regia: Giorgio Ferroni
Scritto: Remigio Del Grosso, Giorgio Ferroni, Ugo Liberatore, Giorgio Stegani, Pieter van Weigen

Particolare gotico italico, metà, insieme al "vurdalakiano" La notte dei diavoli, del superbo e unico dittico horror realizzato da Giorgio Ferroni, ritenuto a ragione una pietra miliare del cinema di genere. Ciò che caratterizza l'opera in esame è l'ambientazione nederlandese, con, guarda caso, un mulino protagonista, nelle veci del classico castello o antica magione.
All'inizio fintamente prevedibile nell'intreccio, si snoda in un tema sì arcinoto, ma inaspettato allo spettatore, ipnotizzato dalle arcigne ed ambigue figure e dalle delicatamente colorate fotografia e scenografia, che hanno trasformato una struttura poetica ed in qualche modo rilassante in un antro claustrofobico, opprimente e fuori dal tempo. Fiore all'occhiello di tutta la pellicola è il carillon gigante, poco descrivibile a parole, bisogna beneficiarne visivamente e con l'animo giusto: inquietante, un po' rozzo, efficace, protagonista assoluto del bellissimo finale.
Superata in qualità la storia originale, un omonimo racconto breve di Pieter Van Weigen, il film si avvale soprattutto di abile mano alla camera, con carrellate al limite del virtuosismo ed eleganti nello stesso tempo.
Il cinema che manca ai nostri lidi, nessuna retorica.
Un amore folle, possessivo e viziato dal dolore; uno dolcissimo e probabilmente sincero; uno sanguinoso; uno carnale e laido; uno scherzoso; uno tormentato.
Le presunte vittime di qualcuno d'essi possono sembrare innocenti quanto vogliono, ma il loro esibizionismo è stato punito con la legge del contrappasso per analogia: quanto gli piaceva ostentare estetica ed il loro smisurato io davanti alle platee, ad esempio spartani tavoli di bettole, precursori di vetrine virtuali; quanto stanno bene nella forma di "donne di pietra" in un mulino, in continuo e macchinoso sfoggio per il pubblico. Saranno contente.

lunedì 22 aprile 2013

il cliente è desiderato...

Vogliate gradire l'offerta del giorno...
2013
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: L. Caligari 
Sceneggiatura: L. Caligari

Consumismo sfrenato, anime in corsa in un oscuro tunnel, sudano, si affrettato ad arrivare ad una meta che è sempre lontana, irraggiungibile, l'appagamento è momentaneo, da endorfine. Poi cadono a terra, cadaveri che rimangono sul suolo, diventano putrescenti, saranno calpestati da altre corse, una sull'altra, scalpitando, il punto d'arrivo rimane distante, intanto i corpi si accumulano ed emanano cattivo odore.
Vendere la propria pelle, donare parte di sé come se nulla fosse, il piacere del male, il Moloch della comunità va cibato e non ci si può esimere, è la normalità, tutto il resto, l'altro è spaventosa follia, genera turbamento, è abominio, sregolatezza, piattezza; va possibilmente ucciso e sotterrato.

domenica 14 aprile 2013

we wonder if time has left a message for us

Circadian Rhythms
1976
Nuova Zelanda
Regia: David Blyth
Scritto: David Blyth, Richard von Sturmer

Più che del ritmo circadiano classico, della giornata di 24 ore, ci troviamo a fare un giro introspettivo della vita, dalla nascita in poi. La prima scoperta della sessualità, di quella stigmatizzata, "curata" con infantile leggerezza di piuma, perché i primi tempi sono immaturi e ci si può ancora "salvare". Ma quando lo scontro con la carne si fa più acceso il buio avanza, diventa difficile collocarsi, il circolo circadiano della prassi, macchinosa come non mai, vuole dominare, ci si ritrova ad essere colpevoli e vittime nello stesso tempo, è forte l'esigenza di voler vomitare fuori il proprio istinto. 
Continua l'autoanalisi, si cade nel rifiuto di se stessi ed è inutile chiedere al tempo di portar consiglio, la risposta è netta, è quella di sempre, e si arriva anche a convincersi di essere aberranti.
Poi tocca all'atto della presa di coscienza, c'è un piccolo rilassamento, ma è solo una parentesi: si fa il bilancio di tutto il proprio trascorso, e il senso di colpa — ma quel colpa? — fa apparire tutto come un gioco perverso, in cui è compreso anche un impaurito sguardo al futuro. 
Le morale pone il veto finale, l'estasi anestetizzante termina e si imbocca un oscuro tunnel...

martedì 9 aprile 2013

perisca il giorno in cui nacqui

胎児が密猟する時 (Taiji ga mitsuryô suru toki)
(Embrione)

1966
Giappone
Regia: Kôji Wakamatsu
Scritto: Yoshiaki Ôtani (Masao Adachi)


Il direttore di un centro commerciale porta nel suo spoglissimo appartamento-loculo una commessa sua sottoposta, per passare del tempo notturno assieme. Ella è null'altro che un pezzo di carne capace di fare qualche calcolo ed intendersi di merce; è immonda, può credersi razionale perché rientra in determinati ranghi organizzati, è dipendente dal giudizio dell'entourage sociale che le gira intorno, è un sacco di merda che non sa distinguere genitori da fratelli, la carne, l'amore, il piscio, lo sterco, l'umanità. 
Lei, come le altre, si immagina libera e si trasforma in bestia, perché procrea individui come lui, che starebbero meglio residenti perennemente nell'agio del grembo. Madri colpevoli, che hanno preferito figliare e lasciare il mondo, che non hanno ceduto all'ennesimo accesso edipico, mogli colpevoli perché volevano figli in maniera disumana, non dal proprio uomo. Donne che hanno sempre cercato e ricevuto violenza: Maria Antonietta, sangue che diventa sangue.
La commessa, per l'uomo, non si rivela donna dei sogni ma corpo da tre soldi, che fa puerili moine. È utile per vendicarsi sulla razza procreatrice, da rieducare ad una condizione di pura unione di corpo e di spirito.
Lei, nelle pause dell'espiazione, avrà anche modo di dover cancellare dalla sua testa, in maniera drastica, l'idea che la strada percorsa con lui sia favorevole, più del suo grigio giornaliero.
La soluzione potrebbe essere la riunificazione in lei, con essenza di donna, di madre ed ex moglie del tizio, incorporate. Lui in stato embrionale, spento. Soluzione possibile anche per lei.