OCCHIO: degustazione, esegesi...   ESPRESSIONI: visioni, letture, arte...

giovedì 10 giugno 2010

Splattergramma chiude

Se vogliamo parlare di "espressioni", riferite ad un certo ambito, è d'uopo menzionare anche chi le fa scoprire e le analizza. E' il caso dell'utilissimo Splattergramma, sito di brevi news "di genere", ma in senso molto largo, con sguardo verso svariati campi: cinema, musica, videogames, editoria, ecc. Curato da Elvezio Sciallis, Andrea Bonazzi, Simone Corà, Lorenzo Mastropierro, Valentino Sergi.
Perché lo citamo? Perché, come da titolo, è stato costretto a chiudere. Gli autori fanno un mea culpa, parlando di loro errori, ma noi invece vogliamo porre l'accento, per quanto ormai quasi retorico, sui gusti medi della popolazione. Premettendo che stiamo parlando del campo dell'intrattenimento, diciamo che si va sul sicuro solo con quell'arcinoto tipo di informazione, fatto di scontri verbali vari, violenza(non quella simulata), satira politica da zappa sui piedi, quella che riesce solo ad aumentare il lustro del personaggio attaccato, manichini vulvari e via su questo filone. Cose che contestano in tanti, ma di cambiamento non c'è ombra... Rimane poco spazio per altro, ma tanto ve n'è per le ancora troppo residenti forme di superficialità e bigottismo, che ritengono certe forme d'arte sadiche o scabrose a prescindere, prevedibili e noiose, infantili e stupide. Che dire, per lor fortuna ci sarà sempre qualcuno che ci informerà su che tipo di apribottiglie usa Lady Gaga, proponendo notizie simili anche più di una volta al giorno.
Ritornando a noi appassionati, nel post di chiusura degli autori si fa anche un riferimento ai grandi portali di genere, ed anche in questo caso facciamo notare come un po' di lustrini in più possan esser di richiamo, come il "piccolo" ma di qualità sia quasi sempre destinato a soccombere verso il gigante pregno di pubblicità. E' di certo vero che anche i media di quel tipo abbiano una proposta interessante, ma noi auspichiamo una convivenza quasi utopica...
Nello stesso post si parla anche di una "ristrettezza di gusti", quasi una mancanza di volontà di guardare nel giardino di fianco, una sorta di rigidità preferenziale; argomento interessante, da approfondire sicuramente.
Ci aspettiamo un ritorno, nel frattempo poniamo i dovuti ringraziamenti.

sabato 5 giugno 2010

MOVIEMENT MAGAZINE - Quentin Tarantino

Moviement Magazine
Quentin Tarantino
Autori vari
Gemma Lanzo Editore

Ne avevamo parlato in precedenza, tramite la voce degli editori; ora ci concentriamo, con parole nostre, sull'ultimissima uscita.
Moviement, edito dalla giovane e prolifica Gemma Lanzo Editore, uno sguardo particolare sul cinema, pubblicazione che ha trattato, oltre al numero sull'horror italiano, anche i registi David Lynch, Terrence Malick e Kira Muratova.
Questa volta è il turno del celeberrimo Quentin Tarantino, amato/odiato elemento hollywoodiano.
Con grande gioia comunico che anche il sottoscritto ha fatto parte del team creativo, con ampia lusinga di essere presente su una pubblicazione prodotta da/per veri amanti della settima arte.
La rivista vanta un approccio di stile, molto professionale e ricercato, diverso da semplici, ma ovviamente pur sempre valide, recensioni "classiche".
La visione contempla il lato tecnico, come musiche, suoni, scenografie, costumi, ma si presta anche ad approfondimenti sociologici, filosofici... L'idea è che vada oltre ciò che salta subito all'occhio, scavi nell'anima dei fotogrammi, quindi possono essere sollazzati i palati dei neofiti come quelli dei più addentro.
In questo numero segnaliamo, senza svelare più di tanto, diversi richiami "tarantiniani" al cinema passato, un articolo sulla parte sonora, uno specifico sull'universo Jackie Brown, su quello di Bastardi senza gloria, scenografie e costumi (curato da me), estetica della violenza, interviste e stralci di dichiarazioni del diretto interessato... tutto ciò di cui può cibarsi un "quentiniano" DOC, tramite la penna di esponenti di gran rilievo del mondo della critica cinematografica o delle cattedre universitarie
Ben studiata anche l'estetica, il volume si presenta simile ad un copione, dai tratti moderni e minimali.
Reperibile in un circuito di librerie, anche su richiesta, ed ovviamente sul web, anche ai maggiori bookstore.
Per maggiori informazioni:
sito dov'è possibile acquistare le pubblicazioni della casa editrice: http://www.lanzoeditore.it/
sito del distributore: http://www.ndanet.it/home.php

martedì 18 maggio 2010

taci e assapora

Contact
2009
Stati Uniti d'America
Regia: Jeremiah Kipp
Soggetto: Jeremiah Kipp (basato su "The Pod" di Carl Kelsch)

Veloce, intenso e bruciante come un trip di crack questo corto b/n di una decina di minuti.
La coppia che, materialmente, assume lo stupefacente si trova ad essere la rappresentazione carnale dei pensieri da viaggio tossico. I sensi alterati sono resi con sequenze d'effetto, dall'inquadratura studiata e psichedelica; ci descrivono stati d'animo così profondi da risultare quasi disgustosi e distruttivi, anche nel momento di picco. Ci si insegna che la pelle umana può essere tela delle nostre emozioni, o essere arte essa stessa, senza tanti fronzoli.
Il desiderio di ristabilizzazione sociale apre e chiude la pellicola, con la scelta a bivio: sarà di nuovo vortice?
Tecnica a livelli professionali per il sig. Kipp, coadiuvato dal serrato montaggio e dalla fotografia di Dominick Sivilli.
Dialoghi quasi inesistenti, lo spazio sonoro è tutto per il rimbombante audio ad opera di Tom Burns, martellante come i pensieri di una fase down...

giovedì 6 maggio 2010

passività

Critique de la séparation
1961
Francia
Regia: Guy Debord
Scritto: Guy Debord

L'epoca passa; cosa si è fatto?

«Il vino della vita è spillato, e la feccia soltanto è rimasta sotto la volta di questa cantina pomposa».

Il cinema non è.

mercoledì 28 aprile 2010

il piacere

Vigasio Sexploitation
2009
Italia
Regia: Sebastiano Montresor
Soggetto: Sebastiano Montresor
Sceneggiatura: Sebastiano Montresor, Alice Seghetti

Vigasio, perfetta location per le espressioni del cosiddetto"cinema agricolo": una situazione, un modo di vivere, più che un qualcosa catalogabile sotto una forma d'arte.
La trama parla di un contagio, ma di quelli profondi ed intimisti, alimentati dal nostro stesso inconscio represso. Quale miglior modo per rappresentarlo che un uovo? Come nei polli, vive in noi, con il contributo della nostra stessa persona; la "Macchina Morbida" viene chiamato il virus che trova terreno fertile nelle sinapsi dei contagiati, già naturalmente predisposte. Diversi personaggi vengono infettati, o per meglio dire entrano nella loro stessa spirale, e l'unico modo per liberarsi è un surrogato, non altro che la propria forza di volontà. C'è l'Agente Danger, che subirà la carnalità della Donna-Dixan, spettro di desiderio; il Dr. Muñoz (nome sicuramente ispirato da Aria fredda di Lovecraft), che seppur conscio del virus, finirà comunque nel vortice, con l'exploit dei suoi vizi voyeuristici e di gioco. A risolvere la situazione, cercando di combattere le varie forme del male, la Mummia e la "burattinaia" Signora Lena, ci sarà l'Agente Eva, ma l'epilogo si risolverà in modo alternativo...
Massima libertà di comunicazione in questa pellicola, che paradossalmente può tradursi in qualcosa di più ostico rispetto ai canoni. Il punto è proprio questo: cosa è più libero? Le pretese mainstream televisivo-cinematografiche, quelle che vogliono soltanto imporre un modello che è in realtà maschera sociale, o il progetto agricolo dove tutto viene vissuto con grande naturalezza e sperimentazione, dove non esistono nascosti travisamenti per far bella figura con il prossimo, ma maschere volutamente tali e chiare? In tempo di show urlati, remake con la sola caratteristica di caotici effetti, o mitologie e scienza proposta soltanto "baracconisticamente" troviamo in contrapposizione qualcosa di sussurrato musicalmente, quasi un alito di vento, con "verbalità" tramite intertitoli, utili a rendere le parole ancor più dello spettatore, che diventa lettore, entrando ancora più all'interno della summa agricola. Notevole determinazione anche nella scelta dei cromatismi, un verdino che unito al buio dello sfondo rende l'ambiente un limbo quasi immateriale, surreale. Complimenti quindi anche al direttore della fotografia Daniele Trani.
Per l'ispirazione gli autori citano Burroughs, lo psichedelico Begotten (made in USA ;) ) ed una vasta amalgama, a noi è venuto in mente vario Lynch, il giapponese Uzumaki di Higuchinsky e via di questo passo...
A tratti vagamente "debordiano", quasi intenzionato a distruggere l'elemento cinema come conosciuto, in favore di una manifestazione di emancipazione che rende tutti partecipi della stessa situazione.
Film, extra ed altro presenti sul sito ufficiale: http://www.vigasiosexploitation.com/
Un grazie alla "Mummia" ( http://totemica.blogspot.com/) per averlo presentato ed avermi permesso di scoprirlo.

martedì 20 aprile 2010

cammino

BitterSweet
2008
Regno Unito
Regia: Alexander Bakshaev
Soggetto: Alexander Bakshaev
Sceneggiatura: Alexander Bakshaev, James Vollmar

Altro parto di Bakshaev e i suoi intimi collaboratori, condensato in venticinque minuti.
Storia di un uomo tormentato, Travis, critico e sceneggiatore cinematografico, assalito da esistenzialismo, alla ricerca di un compimento... Gli aleggia intorno il fantasma del suo passato amore, che influisce sulle sue azioni, lo tormenta...
Ci complimentiamo con gli autori innanzitutto per la forma tecnica, l'opera non appare affatto come amatoriale, c'è un gusto dell'inquadratura di gran rilievo. Sono soprattutto gli interni a spiccare, vi è una notevole valorizzazione delle geometrie.
La recitazione, con l'evolversi della vicenda, è molto emotiva, intimista, un viaggio all'interno dell'anima del protagonista. Evidenti influenze "godardiane", con un omaggio diretto tramite locandina di "Fino all'ultimo respiro". Presente anche la spiaggia, simbolo di "arrivo" vitale. Forse uno script più acerbo di Naked Trip, probabilmente non pensabile, salvo modifiche, entro una durata da film canonico, ma comunque non banale o raffazzonato.
La direzione della fotografia è affidata a Kemal Yildirim, mentre Jason Impey ha in mano le redini di camera operatore e addetto al suono, oltre ad apparire in un cameo con Jennifer Louise Newland. Abbiamo notato anche un segno distintivo del suddetto team: l'inquadratura interna dell'abitacolo di un'auto, con la visuale del passeggero sui sedili posteriori, ormai quasi un loro marchio di fabbrica. Le musiche sono affidate al professionale Alexander "FLE" Zhemchuzhnikov, e sono d'atmosfera come sempre.
Continueremo a tenere d'occhio questo Bakshaev, che promette nuovi e particolari lavori.

lunedì 19 aprile 2010

cosa si è fatto?

Sur le passage de quelques personnes à travers une assez courte unité de temps
1959
Francia
Regia: Guy Debord
Scritto: Guy Debord

La ricerca del passaggio all'interno dell'inverno e la notte della vita.

Spiegazione epoca di trasformazione: dialettica, con contrapposizione fra forze produttive della società e i rapporti di produzione.

La natura dell'individuo inespressa, persa nell'urbanizzazione del capitale.

Burattinaio su cultura.

Cinema: riversamento di mancanze, quindi morto.

Star: specchio di lontananza.

sabato 17 aprile 2010

trance

Dervisi
1955
Jugoslavia
Regia: Aco Petrovski

Breve documentario sulla setta musulmana Rifai e sui dervisci, locati a Skopje, in Macedonia, luogo di produzione della pellicola.
Riprese all'interno del tempio dedicato, con narrazione che spiega nel dettaglio usanze ed arredo sacro.
Suggestiva ed ipnotica la realizzazione, soprattutto nella parte finale, dove i toni si fanno macabri, per via di alcuni riti attivi sulle proprie carni. Importante anche il sonoro, con le musiche e i canti originali.
Memoria storica di luoghi mutati e variegati...
Su Europa Film Treasures.

sabato 10 aprile 2010

due lampi

Parliamo di due estratti, estrapolati dal film ad episodi Gakkô no kaidan G, del 1998. Vi hanno partecipato diversi autori, ma vogliamo concentrarci sulle tranche scritte e dirette da Takashi Shimizu, diventato famoso per i vari Ju-on e relativi remake statunitensi.
4444444444: evidenti "prove tecniche" per i successivi lungometraggi, il plot dirà qualcosa a chi ha conosciuto prima le altre pellicole.
Un ragazzo trova un cellulare e...
Da notare la presenza del lato oscuro della tecnologia, questo nell'anno in cui è appena iniziata la larga diffusione per il J-Horror, filone che ripresenterà il tema. Ottimo anche lo scenario naturale, decisamente partecipe.
Katasumi: di nuovo personaggi riutilizzati in seguito, con ambientazione studentesca che fa pensare, come anche nell'altro corto, a leggende metropolitane che corrono fra i giovani.
Entrambe le opere durano soltanto sui tre minuti, ma l'impatto è sorprendente...
Noi li abbiamo visionati con i sottotitoli in italiano, ma su YouTube si trovano delle buone versioni "subbate" in inglese.

martedì 6 aprile 2010

bianco e nero

Hurlements en faveur de Sade
1952
Francia
Regia: Guy Debord
Scritto: Guy Debord

Le arti future saranno sconvolgimenti di situazioni, o niente.



Eravamo pronti a far saltare tutti i ponti, ma i ponti ci han fatto difetto.



Da fanti perduti noi viviamo le nostre avventure incomplete.

domenica 4 aprile 2010

che la mente sia pronta a ricevere!

The Cabinet of Jan Švankmajer
1984
Regno Unito
Regia: Keith Griffiths, Stephen Quay, Timothy Quay

Gli allievi descrivono il maestro. Breve ed esplicativo cortometraggio dove i gemelli Quay racchiudono una larga fetta del mondo dell'artista ceco, tutto animato nel consolidato passo uno.
La figura principe del film, che rappresenta la persona di Jan, è un parto in stile Arcimboldo, pittore guida per tante espressioni dello stesso Švankmajer. Lo sfondo è ancora quello della Praga "socialista", descritta più per estetica che per visione sociale; dimensione surrealista, infatti viene presentata appaiata a Parigi.
Non poteva mancare l'infanzia ed il suo inconscio, che vale anche come impersonificazione dell'allievo, in questo caso gli autori della pellicola. La filosofia degli oggetti occupa gran parte dell'opera, l'unione onirico-realista prende nuovamente il sopravvento. Tempo anche per le "esperienze tattili", pratica testata da Švank e sua moglie.
Finale dedicato alla spiegazione del trasporto del surreale in pellicola cinematografica...
Scelta indiscutibilmente azzeccatissima quella della musica di Zdeněk Liška, partner storico di Jan, che, insieme alle immagini, rende il progetto non dissimile da quelli d'ispirazione.

venerdì 26 marzo 2010

dalle tenebre

Un'ombra nell'ombra
1979
Italia
Regia: Pier Carpi
Soggetto: Pier Carpi
Sceneggiatura: Pier Carpi

Pier Carpi, scrittore, fumettista e personaggio variegato, si è impegnato anche nel mondo cinematografico, nei ranghi di soggettista e regista. Due le opere create sotto quest'ultimo ruolo: una è Povero Cristo, dramma a tinte mistiche, l'altra è Un'ombra nell'ombra che qui analizziamo.
Tratto dal suo romanzo omonimo, è un particolare horror esoterico, ricco di presenze demoniache e riti orgiastici.
Storia non molto variegata, ma con pieghe utili anche a ragionamenti sociologici sul mondo muliebre.
Flemmatico l'andare delle vicende e abbastanza "imbambolati" gli attori, ma il tutto può comunque funzionare per via di un taglio sussurrato, dove non sono necessarie sequenze caotiche. La parte del leone la fa Lara Wendel (nota star dell'epoca, ricordata per i suoi ruoli ammiccanti abbinati alla sua giovane età) che, senza sforzarsi più di tanto, impersona un personaggio inquietante nella sua freddezza.
Degne di nota le scene del rito esorcizzante e le apparizioni diaboliche, tali da rendete sensato il titolo del film.
Purtroppo la versione che circola è cut, ciò riduce la possibilità di giudizio.

giovedì 18 marzo 2010

gli oscuri pennelli

Le tetre incursioni di Francesco Barilli

Regista, attore, sceneggiatore, soggettista, pittore: Barilli il poliedrico artista. Documentari, biografici ed altro nel suo carnet, ma il nostro indirizzo vuole muoversi verso il "solito" cinema dalle cupe atmosfere, quindi concentriamoci su:

Il profumo della signora in nero
1974
Italia
Regia: Francesco Barilli
Soggetto: Francesco Barilli, Massimo D'Avak
Sceneggiatura: Francesco Barilli, Massimo D'Avak

Storia di fragilità emotiva e personalità ambigue, collegata al filone del thriller italiano del tempo, ma sicuramente connotata da scelte particolari. L'impatto più grosso è proprio quello grafico, il Barilli pittore, coadiuvato dal direttore della fotografia Mario Masini, disegna degli scenari che non sfigurerebbero incorniciati ed esposti in gallerie, fantastico come anche un semplice pianerottolo sia stato trasformato in un inquietante palco teatrale, dai colori vivi e dall'atmosfera ipnotizzante.
Più di una similitudine con Rosemary's Baby, in particolare la torbida dolcezza della protagonista (Mimsy Farmer), nonché il suo aspetto fisico, e l'infido comportamento dei personaggi di contorno.
Da guardare con attenzione e da un master di ottima qualità.

Pensione Paura
1977
Italia
Regia: Francesco Barilli
Soggetto: Barbara Alberti, Amedeo Pagani
Sceneggiatura: Barbara Alberti, Francesco Barilli, Amedeo Pagani

Più debole dell'altro, osteggiato anche dallo stesso creatore. Nuovamente dramma psicologico a danno di un'individualità femminile, in un periodo storico che disintegra sicurezze e speranze. Si trascina per gran parte della durata, non affonda eccessivamente. Il male non è di certo quello di non aver rivendicato un preciso genere, ma piuttosto la mancanza di carattere, cosa che non va legata necessariamente a stilemi cinematografici precisi.
Brava la protagonista Leonora Fani e giustamente triste il main theme di Adolfo Waitzman
Il titolo, per l'ennesima volta, non rende ciò che è la pellicola...

Barilli ha partecipato alla scrittura del soggetto di altre pellicole dello stesso cerchio di genere: Chi l'ha vista morire? di Aldo Lado e Il paese del sesso selvaggio di Umberto Lenzi.

martedì 9 marzo 2010

lamiere

Auto, Auto
1964
Germania Ovest
Regia: Haro Senft
Scritto: Haro Senft

L'auto che diventa razzo, cavallo, aereo, divano, scrivania, bagno; natura, agonismo, bellezza, amore... Non c'è spazio per mezzi di locomozione totalmente diversi. Assuefazione. Culto tale da essere padrona di discorsi, sguardi, desideri. È essa a divenire proprietaria dell'uomo, non viceversa.
Di nuovo Haro Senft, per questo corto premiato al Deutscher Filmpreis, categoria Sonstiger Kurzfilm.

lunedì 22 febbraio 2010

traversata

Die Brücke
1957
Germania Ovest
Regia: Haro Senft

In italiano: il ponte.
"Noir realista". Glaciale modernizzazione, freddo grigiore industriale, vastità di ferro e cemento.
Sul sentiero degli artisti espressionisti dal nome omonimo a quello del film, uno sguardo sulla rarità dello stadio emotivo dell'uomo. Una visione così profonda da rendere claustrofobiche immagini quotidiane di progresso tecnologico, spenti colossi che compiono il loro dovere in modo silenzioso. Il ponte del titolo è proprio quello, come ad inizio pellicola, che ha portato verso questa realtà controversa. Il finale ci prospetta l'allungamento del viaggio, con un ritorno od un adattamento.
Pellicola sperimentale del nativo cecoslovacco Haro Senft, poi diventato, in Germania, fondatore del cosiddetto Nuovo cinema tedesco. Il pezzo è parte integrante di Maya, in cui sono presenti altri cortometraggi della stessa entità.

venerdì 12 febbraio 2010

sorriso mesmerizzato

Le Baquet de Mesmer
1905
Francia
Regia: Georges Méliès

Franz Anton Mesmer in versione intrattenitore. La sua tinozza guaritrice è solo un pretesto per presentare qualcosa di estremamente diverso, precisamente uno spettacolo di magia da paloscenico. Il personaggio del dottore tanto caro ad Edgar Allan Poe estrae dalla vaschetta dei vestiti che si trasformeranno in ballerine, ed in seguito ad un altro passaggio diventeranno galline ed altri animali.
Tipico corto di Méliès, dove si fa sfoggio dei rinomati primi trucchetti cinematografici. Dolcezza ed ingenuità ormai scomparsa...
Musica di Antonio Coppola.
Dalla Národní filmový archiv, in lista su Europa Film Treasures.

lunedì 8 febbraio 2010

l'attacco anticipato

The Airship Destroyer
1909
Regno Unito
Regia: Walter R. Booth

In periodo di grandi meraviglie tecniche in campo cinematografico, torniamo per un attimo ai primordi, alle prime magie in celluloide.
L'immaginario guerresco è sempre stato prospero, con le sue paure ataviche e le sue predizioni. Anche in questo caso si è descritto un tipo di conflitto poi accaduto in una forma simile; un attacco di avveniristici prototipi simili a dirigibili, proprio come avvenne con i famigerati dirigibili Zeppelin qualche anno dopo codesta produzione.
Estrema fantasia realizzativa, in senso alla rappresentazione tecnica, e puramente inventiva, con le credibili macchine futuristiche degne di Jules Verne. Nel soggetto è presente anche la storia di un inventore che trova il mezzo di contrastare la minaccia dei dirigibili, tramite un razzo alato che centra il bersaglio.
Recuperata dalla Deuschte Kinemathek e restaurata dallo Studio Cine.
Aidje Taifal ha composto recentemente una martellante colonna sonora per questo corto, "rumorosa" quanto alcuni esempi di electro sperimentale.

venerdì 5 febbraio 2010

Gemma Lanzo Editore

Gemma Lanzo Editore si occupa di pubblicazioni particolarmente affini al nostro blog, sforna infatti Moviement, dedicata al cinema, ed ha esordito nella narrativa fantastica con una nuova collana. Proponiamo due titoli (commento originale della distribuzione):


"L’Avvolgo è il romanzo che inaugura DAGON. Ispirata dal titolo di uno dei racconti più famosi di Howard Phillips Lovecraft, questa nuova collana di narrativa fantastica, ideata da Gemma Lanzo Editore, cercherà di mettere in luce scenari onirici sorprendenti creati da autori dotati di particolare inventiva.

Le vicende di Evòl, commessa in un negozio di dischi di un piccolo villaggio a poche miglia da Londra, vi trascineranno in mondi onirici spaventosi che conducono ad una dimensione alternativa post-apocalittica (o Inferno?), dove i pochi sopravvissuti sono costretti a rinunciare alla luce del giorno e devono costantemente difendersi da mostri deformi che abitano le fogne… ma questo è solo l’inizio! L’Avvolgo è un’opera complessa che coniuga teorie scientifiche e creatività. L’autore riorganizza il libero flusso dei suoi pensieri in scenari metafisici e surreali, dando vita ad un racconto in cui suspense, enigma, mistero e battute d’arresto, mantengono alta la tensione narrativa. Leggendo questo racconto avrete l’impressione di guardare un film, è scrittura per immagini scandita a ritmo di musica e questa ha un ruolo importante nella vita dei personaggi che popolano il racconto, ed è quasi come se le note dei Depeche Mode, dei The Cure, dei Sonic Youth e di altri, facessero da sfondo a quest’opera."

Moviement n°4 - Horror Made in Italy

"Edizione speciale di Moviement sul grande genere cinematografico che ha reso l’Italia uno dei paesi più produttivi nell’Europa degli anni Sessanta. Genere nato con I Vampiri di Riccardo Freda e che ha visto susseguirsi autori/artigiani del calibro di Mario Bava, Lucio Fulci, Antonio Margheriti e Dario Argento, così creando film capolavoro apprezzati ancora oggi in tutto il mondo. La convivenza tra autorialità e artigianalità è solo una delle tematiche che sono affrontate in questo numero, il quale raccoglie originali saggi scritti da esperti nazionali ed internazionali che affrontano il “fenomeno” dalle più svariate angolazioni, come visioni interne, intuizioni improvvise, caratteristica essenziale dell’approccio alla critica cinematografica di questa collana. Come nei numeri precedenti, anche in questo numero è inoltre presente l’analisi di un film e maggiore spazio è dedicato alle appassionanti interviste che hanno suscitato un notevole interesse nei lettori di Moviement, perché Moviement è creato su misura per gli amanti del cinema, visionari in cerca di nuove storie. Moviement è distribuita su tutto il territorio nazionale da NdA (Rimini). Troverete una lista di alcune librerie dove è possibile reperirlo subito sul sito www.moviementmagazine.com nella sezione “Dove trovare Moviement”. Tuttavia è possibile ordinarlo in qualsiasi libreria d’Italia. Si può acquistare anche su molte librerie on-line. Inoltre NdA è presente in moltissime fiere, concerti, feste, mostre d’arte, centri sociali, etc. Per maggiori informazioni: www.moviementmagazine.com, www.ndanet.it"

giovedì 4 febbraio 2010

indipendent's espresso

Vogliamo parlarvi di un gruppo di cineasti indipendenti, operanti sotto la J.I. Production e la Knight Production, che hanno riportato su celluloide le loro passioni e abilità. Siamo in contatto con loro, e vogliamo far conoscere i loro lavori ai lettori italiani




Naked Trip
2008
Gran Bretagna
Regia: Alexander Bakshaev
Soggetto: Mathis Vogel
Sceneggiatura: Mathis Vogel (Alexander Bakshaev), Jason Impey

La storia del filmaker George Eastman, con i suoi debiti verso la mafia, le sue storie di sesso, il vizio, le idee estreme... Il viaggio del titolo è la fuga da tutto questo, con l'arrivo su una spiaggia che promette l'inizio di una nuova via...
Pellicola che riteniamo buona in toto, soggetto e piano tecnico. La storia non è affatto banalissima, "pulp" e cruda, ma che sa essere anche ironica in qualche momento, che strizza l'occhio al cinema di decenni fa. Da notare anche il nome del protagonista, omaggio a Luigi Montefiori, che lo usava come pseudonimo, scrittore, attore, regista e produttore soprattutto di pellicole estreme del periodo d'oro italico. Appellativo, tra l'altro, anche dell'imprenditore statunitense pioniere di fotografia e cinema.
Il bianco e nero dà la giusta idea di "mafia movie", risalta i costumi, le giacche, le cravatte e il bianco vivo delle camicie dei protagonisti. L'accompagnamento musicale, ad opera di Alexander Zhemchuzhnikov (più aggiunte sonore di Jason Impey), ben si sposa con il resto, potremmo definirlo il tocco di classe pro della pellicola. Forse un tantino insistite le sequenze in auto, ma è pur vero che rappresentano un'ossatura importante del tema del film.
Apprezzabili le interpretazioni: espressivo Impey, in parte Jennifer Newland.

Tormented
2009
Gran Bretagna
Regia: Jason Impey
Soggetto e sceneggiatura: Jason Impey

In pieno periodo Torture Porn, arriva la proposta indipendente della J.I. Production, caratterizzata da una propria impronta "deviazionale". Cosa si intende: la partenza, l'approdo nell'ambiente principale del film, dalle pareti rivestite e pregno di strumenti, paiono narrarci di inenarrabili torture alla Guinea Pig, infatti ne condivide i silenzi e l'atmosfera tormentata, ma la piega che si prenderà sarà essenzialmente psicologica, dove il disagio del protagonista imploderà tramite i suoi racconti. Grande prova di Rami Hilmi e Helen Clifford, vittima e carnefice, ruoli non necessariamente definiti in tal modo...
Essenziale, ma funzionale il make-up ad opera di Jenny Buckland e Becky Stone, stesso dicasi per le musiche, ma, come già detto, è il sonoro soffuso a fare il film.
Non mancano comunque gli attimi violenti, disturbanti e diretti.
Il film completa una trilogia, insieme a Troubled, del 2007 e al seguente Tortured.

Tortured (AKA Sex Slave)
2008
Gran Bretagna
Regia: Jason Impey
Soggetto e sceneggiatura: Jason Impey

Due soggetti pericolosi in fuga, Quaid e Kurk, trovano comunque il tempo di compiere violenze, principalmente su una povera malcapitata... Davvero estremo, sesso e violenza a profusione. Reggono la scena con irruenza Raimi Hilmi e Nick Stoppani, ma una menzione d'obbligo va a Michelle Young, audace oltre le aspettative.
Forse si perde un pochetto nella prolissità della sequenza del pub e in un troppo evidente blooper, ma la l'originalità del prologo vale da contropartita.
Molto professionale il main theme di Greg Stanina, ciliegina sulla torta. Ottimi anche il make-up e gli effetti di Saima Yildirim e Jenny Buckland.

Penance
2008
Gran Bretagna
Regia: Kemal Yildirim
Soggetto e sceneggiatura: Kemal Yildirim

Emulo del giallo classico, con Yildirim che recita anche e vanta "Argento" come nome, ciò è altamente esplicativo... C'è il cliché del maniaco che impazza per la città e il detective con problemi di alcolismo al seguito; questa volta la pista è il mondo del sadomaso, scandagliarlo è necessario.
Il director dimostra buone abilità tecniche, dimostrate anche come direttore della fotografia in altre pellicole, ad esempio Tortured e Tormented.
Brave le attrici Julie Gilmour e Helena Martin.

Le ultime due pellicole fanno parte di Exploitation, un progetto che si rifà all'uso statunitense del doppio spettacolo+coming soon, infatti nel DVD troviamo anche quattro fake trailer di tarantiniana memoria, il tutto condito di grafica musicata in stile Settanta:
School Ground Massacre, Hitchin' Hell, Satanic Bitch e Women Prisoners Of SS Camp From Hell, quest'ultimo quasi un richiamo a La bestia in calore.

In un successivo post parleremo di Cut & Paste e seguito, horror ispirati alle opere di genere italiane.

Per saperne di più su produzione, attori cast tecnico ecc.:
http://trashfilmaddict.blogspot.com/
http://www.jasonimpey.co.uk/
http://kemalyildirim.com/