occhio... scoprire, assorbire, immagazzinare...
espressioni... cinema, letteratura, visioni...

martedì 10 novembre 2009

Corridoi

Postava k podpírání
1963
Cecoslovacchia
Pavel Jur
ácek, Jan Schmidt

Parliamo della Nová Vlna, il movimento culturale cecoslovacco che creò una partenza creativa e i presupposti per un futuro di maggiori espressioni in vari campi; il tutto scemò con la Primavera di Praga, nonostante la volontà di Dubček utile anche ad una continuazione della cosa...
Torneremo sicuramente a parlare di essa, ora però ci concentriamo su un mediometraggio di due figure molto influenti nel panorama cinematografico statale: Pavel Jurácek e Jan Schmidt, registi e ideatori di quest'opera.
Un uomo e il resto dei cittadini sono alla ricerca di Joseph Kilian, metafora di un'immagine del potere invisibile, velato e conosciuto nello stesso tempo, spesso ritenuto sano a prescindere. L'uomo si ritroverà anche ad affittare un gatto in una fantasiosa agenzia, ma la sua azione non potrà avere un fine, la burocrazia lo farà sprofondare in un baratro infinito, quello che il popolo "non comprende".
Ogni scena è una descrizione sociale profonda: il micio come volontà di espressione artistica poi castrata, l'operaio con lo scaldabagno simbolo di necessità di rinnovamento, quello che non salirà le scale e finirà giù per i gradini delle difficoltà formali. L'esplicita carta suggerimenti dei lavoratori vuota, la fila in un ufficio che in realtà è inesistente. Angoscianti i momenti in cui giri verbali e di concetti stringono il petto del protagonista, il fine è un'ammissione di colpa verso l'apparato autoritario, quel capitalismo di stato erroneamente definito Socialismo o Comunismo.
Joseph Kilian è tutti e nessuno.

martedì 3 novembre 2009

Profondità, ma non solo...

Alien 2 sulla Terra
1980
Italia
Ciro Ippolito

Dirigiamoci verso quello che, con discreta superficialità, è definito trash, termine che dovrebbe racchiudere svariate pellicole di altrettanto disparati generi. Evidente che non concordiamo con il termine, troppo difficile definire questo presunto aspetto nel largo panorama cinematografico.
Qui siamo nella fantascienza, ma non quella a stella e strisce carica di effetti visivi ed eroi, siamo entro qualcosa di più pessimista e catastrofico.
Una spedizione di speleologi va temporalmente di pari passo al rientro di un nave dallo spazio; una sua componente, dotata di particolari poteri mentali, si rende subito conto che c'è qualcosa di anomalo nell'aria... Nelle grotte sotteranee dove sono diretti accadranno eventi spiacevoli, con la comparsa di esseri di un altro mondo, ma il caos sembra non essere presente soltanto entro quei confini...
Già dal titolo si denota subito il desiderio di cavalcare l'onda di pellicole di maggior successo, facendo leva sull'idea di seguiti cronologici. Il caso in questione però non è una semplice scopiazzatura, il risultato è fattivamente originale. Le sequenze sotteranee sono claustrofobiche e di ottima tensione, peccato per le numerose ingenuità, a tratti veramente ironico involontarie. Effetti da "avanzi di macelleria", le entità sono qualcosa di indefinito causa limitato budget, anche se si crea un effetto di vedo non vedo atto a non voler svelare il loro totale aspetto fisico. Comparse e presenze quasi di fortuna, non troviamo neanche i soliti caratteristi del periodo. Lode invece al finale, realizzazione apocalittica e disperata, di sicuro non un happy ending.
La pellicola è tornata alla ribalta perché il regista Ippolito ha accusato lo sceneggiatore di un recente film, The Descent, di aver rubato l'idea della trama; pare però che l'unica similitudine sia l'ambientazione sotteranea.

martedì 27 ottobre 2009

Il bacio di plastica

La ragazza di latta
1970
Italia
Marcello Aliprandi

Torniamo a proporre un altro estratto dalla miniera d'oro del panorama italico anni settanta, pregno di leggerezze quanto di profondità e impegno.
Pellicola questa di difficile definizione, potremmo definirla commedia , ma il termine è davvero stretto...
Rossi Osvaldo, impiegato nell'ala finanziaria della Smack, grossa azienda con ramificazione in molteplici settori, vive pienamente la sua personalità, rinunciando a quei tratti generali sposati dalle persone che gli stanno intorno. Rinuncia all'omologazione in ufficio, aspetto compreso, rifuta di acquistare il mezzo di locomozione ambito e sfoggiato da tutti, un'auto prodotta dalla Smack stessa(la Rolls Smack), preferendo spostarsi in pattini a rotelle. Anche con la moglie ha le sue difficoltà, lei dirige un atelier di monda ed è accecata dal culto del lavoro full-time, sacrificando anche i momenti di relax. Riesce a trovare ristoro in rare occasioni, una è nell'impegno in un insolito gioco svolto con degli amici, comunque vissuto anch'esso nella sua ottica inconforme.
Uno strappo avviene con la visione di una ragazza, apparentemente alienante e sognante come lui, al di fuori del sistema. Incontri onirici con costei si alternano al tran tran oppressivo: festini con amici della moglie, fintamente emancipati e tutti consuminsmo e spicciola carnalità, pressanti dirigenti che spingono il povero impiegato ad uniformarsi, in cambio di maggior benessere e visibilità con i superiori. Non mancano neanche i commentatori da strada, popolino giudicante e sparlante. Non basta corazzarsi e contrattaccare, scena rappresentata con il Rossi che indossa una vera e propria armatura, gli attacchi continuano ed il peggio arriva imbattendosi con il massimo esponente del degradato mondo, il Dottor Smack. Costui tenta di dare un colpo fatale, trasformare l'informalità del suo sottoposto nella più alta formalità possibile, decretandolo suo successore. Unica direttiva sarebbe rinunciare al proprio essere e standardizzarsi, ma L'Amore per l'anomala donna degli incontri farà declinare la proposta.
Nonostante ciò, la vita di prima sembra continuare, il tutto avvalorato dalle predizioni di un più che "felliniano" mago incontrato durante l'ennesima ricerca del suo tesoro.
Ci si avvia così verso il malinconico finale(SPOILER), la donna dei suoi sogni è semplicemente una produzione commerciale(modello XYZ4Bis) della famigerata ditta, uno dei tanti automi ordinabili per combattere commercialmente anche la solitudine, facendo leva su creazioni ad hoc per gli acquirenti. E' la goccia, Osvaldo, dopo una prima ed aggressiva riluttanza, accetterà la compagnia di lei e si uniformerà; guiderà la Rolls Smack e assumerà l'aspetto di tutti...(FINE SPOILER)
Davvero un gioiello quest'opera, critica al consumismo capitalista disegnata con un'impronta surrelista, bretoniana! Nonostante la povertà di mezzi, diverse scene sono delle vere e proprie opere d'arte, magari non immediate causa potente astrattismo, ma cariche di un irriverente significato. Grande ruolo anche per l'accompagnamento sonoro di Nicola Piovani, eseguito da Stelvio Cipriani, ed in gran forma i due protagonisti, una leggiadra Sidne Rome e un non meno bravo Roberto Antonelli(concittadino di chi scrive) .
Sembra sparito dal mercato, niente DVD, nessuna programmazione sulle principali tv in chiaro(trasmesso però dal canale Super 3, quindi...); la Smack non vuole proporlo... ;)

mercoledì 21 ottobre 2009

Scrutando dall'ombra

Il gatto dagli occhi di giada
1977
Italia
Antonio Bido

Siamo nel vasto mondo del giallo/thriller all'italiana, portato alla massima popolarità da Dario Argento e ritenuto pilastro fondamentale del nostro cinema ormai passato.
Trama che si snoda fra molteplici vicoli: avviene un omicidio, un'attrice percecipsce inaspettatamente un dettaglio scomodo e per questo viene perseguitata dall'omicida. I delitti continuano, così come i rischi per la protagonista; in seguito sarà aiutata da un amico, pronto a tuffarsi nel labirinto di indagini. Finale inaspettato.
Non tra i famosissimi del periodo, ma degno di rilevanza per la realizzazione globale, partendo dalle ottime interpretazioni. Non mancano i momenti di tensione, doverosi per un thriller, accompagnati dagli ottimi temi musicali. Su quest'ultimo aspetto vorremmo soffermarci un po' di più: realizzati dal gruppo "Trans Europa Express", presentano chiarissimi rimandi ai Goblin delle opere argentiane, pur elevandosi per maestria tecnica.
Altra caratteristica usuale e qui riproposta degnamente è l'ambientazione urbana, con quell'idea di eventi che potrebbero capitare nel quotidiano di chiunque.
Bido si ripresenterà l'anno dopo con Solamente nero, altro thriller, poi cambierà totalmente direzione.

martedì 20 ottobre 2009

KREATIV BLOGGER

Riceviamo inaspettatamente questo premio, che oltre ad essere un attestato di stima è utile anche a fare "catena" fra bloggers, per scoprirsi e condividere idee. La struttura di questo sito di solito non comprende post di questo genere, ma facciamo volentieri uno strappo, d'altronde è anche questo un assaggio di espressioni.
Ringraziamo la fautrice, Alessandra C. del blog: http://design-you.blogspot.com/ ; uno sguardo su un mondo di idee simpatiche e geniali, consigliamo sentitamente un visita.

Istruzioni:
1) Si ringrazia la persona che l'ha conferito.
2) Si copia il logo e lo si sistema da qualche parte nel blog.
3) Si linka la persona che ci ha premiato.
4) Si svelano sette cose di noi che per i nostri lettori sono ancora ignote.
5) Si nominano 7 bloggers creativi.
6) Si linkano i fortunati vincitori al post originario in cui sono stati nominati.
7) Si avvisano i 7 premiati per mezzo di un commento nei loro blogs.

Le sette cose...
1) Nei testi si fa uso del plurale maiestatis, ma lo scrivente è singolo...
2) Chi elabora i post è nato in primavera...
3) ...non ha un account Facebook...
4) ...è nato nel luogo dove risiede tuttora...
5) ... ha una tastiera color nero...
6) ... ama le rielaborazioni polacche delle locandine cinematografiche...
7) ... e sorride del fatto che ha "seppiato" il logo del premio.

Blogger e Blog(in ordine casuale)
1) Vania e Paolo: http://dinostramano.blogspot.com/
2) The Tramp: http://cinemanelcuore.blogspot.com/
3) Maraptica: http://clandestinidirazza.blogspot.com/
4) Guernica: http://atuttavita.blogspot.com/
5) Gaz: http://ilmondodigaz.blogspot.com/
6) Gianluca: http://visitarelasicilia.blogspot.com/
7) MariBio: http://mybiophotos.blogspot.com/

Il logo da condividere, nei suoi colori originali, è questo(link sotto, cliccabile), non vorremmo ritrovarci come untori del morbo del logo seppiato:

sabato 17 ottobre 2009

Figure tragicomiche

ハウス (Hausu)
1977
Giappone
Nobuhiko Obayashi

Storia più che classica, ma confezione spumeggiante! Chiunque incappi in codesta pellicola non può rimanerne indifferente, colpisce per le peculiarità o delude per... le peculiarità.
Una studentessa, causa situazione familiare inaccettata, parte per una vacanza di gruppo, raggiungendo la zia in una vecchia magione.
Orrore e commedia si fondono in un'amalgama caleidoscopica, un tornado di effetti visivi di stampo vintage. In molti momenti vicino ai film d'animazione, eclettico anche nell'unione di suono e grafica. Siamo nel '77, ma avanti di vari anni come inventiva. Evidente, per l'appassionato, anche ciò che in seguito ha ispirato: Evil Dead e seguiti(La Casa in italiano) torna in mente in più di un'occasione(se la pellicola è stata assaporata in precedenza, nonostante sia ovviamente più recente, il primo capitolo è del 1981). Raimi stesso, il regista, ha ammesso di avere particolare stima per la filmografia orientale di genere. Oltre a riprendere l'originalità delle scelte visive, sembra sia di richiamo anche l'approccio ironico-orrorifico, bilanciato ed appariscente.
Molti personaggi stereotipati, probabile volontà per rendere ancora più macchiettistico il film, altri assurdi e caotici. Musiche che passano dal suono simil carillon al tragico, comprendendo anche pezzi americaneggianti ed europeggianti.
Nonostante l'impostazione generale, la spiegazione di fondo presenta un tema serio e drammatico.
Sui generis, termine giusto per definire l'opera.

lunedì 5 ottobre 2009

Un insieme

쓰리, 몬스터 : 컷 (Three... Extremes)
(Three... Extremes)
2004
Hong Kong/Corea del Sud/Giappone
Fruit Chan, Park Chan Wook, Takashi Miike

Comunione d'intenti Estremo Orientale, film ad episodi che può definirsi in linea con San Geng, altra realizzazione simile di due anni prima.
Alto livello qualitativo generale, localizzato professionalmente e presentato all'edizione sessantuno della Mostra di Venezia.
Dumplings: segmento di Fruit Chan, produzione Hong Kong. Episodio "carnoso" con risvolti sociali, protagonista il tipo di pasta tipica in stile ravioli, riempita della spasmodica ricerca dell'apparire a tutti i costi, nonostante l'iter, la pressione psicologica e l'influsso, qui trattato in modo CONCRETO, sull'intera società. Spazio anche per disamine sociali sulla donna, mai sorpassate e mai completamente degne dell'attenzione globale. Abili gli attori, chiara e realista l'ambientazione. Ne esiste anche una versione allungata: San Geng 2 - Jiaozi.
Cut: coreano e con la regia di Park Chan Wook, è il più d'impatto dei tre, pur presentando un topoi classico che strizza l'occhio ai recenti torture porn, presenta anch'esso profondità cerebrali degne di nota. Una comparsa cinematografica in cerca di vendetta verso le persone che invidia di più. Metacinematografico, scena nella scena e successiva proposta al pubblico, quasi tutto girato nell'unico ambiente di un visibile set filmico. Man mano che si susseguono i colpi di scena l'idea nella mente di guarda viene modificata e sovvertita; difficile definire chi è colpevole, ma anche chi è innocente...
The Box: Giappone, Takashi Miike. Continuamo ad essere dell'idea che sono queste le pellicole che mancano nell'odierno panorama cinematografico occidentale. Un sogno grafico e di sussurri, presenze dolci e spettrali in ambienti caldi e freddi, un vero carillon stregante. Per la rappresentazione generale ricorda quel Kaidan ispirato al racconto di Lafcadio Hearn, proposto in precedenza. Il Miike ricordato principalmente per pellicole più ricche d'azione ci regala il giusto coronamento ad una trilogia da citare fra le migliori di genere.