OCCHIO: degustazione, esegesi...   ESPRESSIONI: visioni, letture, arte...

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venerdì 23 agosto 2019

corsi e ricorsi storici

Morte senza fine
(Tratto da Horror numero 2 anno 2)
Michele Gazzarri, Sergio Zaniboni 

Sansoni

Mai doma, nei secoli, la brama di dominio sull'esistenza dell'essere umano, che non vuole sottostare a nessun destino. Anche nelle intenzioni più benevole, si va a scontrare con i più diabolici giochi di potere.

lunedì 12 agosto 2019

quel tipo di focolare

The Inn
(La locanda)
(Tratto da Il meglio di Weird Tales 8)
Rex Ernst
Fanucci Editore

C'è un po' di M. R. James, Oh, fischia e io verrò da te, ragazzo mio, Ratti e via di questo passo; poi quella sensazione di riparo che diventa trappola, e sarebbe stato meglio non entrare, forse in se stessi e/o nel prossimo.

domenica 28 aprile 2019

The Hasher's Delirium

Le songe d'un garçon de café
1910
Francia
Regia: Émile Cohl


Gli incubi di voracità e vizio prendono diverse forme, dalle più concrete alle più infernali.
Ma quando arriva il momento di pagare il conto, il serpente decide che il dito va puntato contro se stessi.

sabato 2 marzo 2019

Cuentos de amor de locura y de muerte

Il cuscino di piume
(El almohadón de plumas)
(tratto da La prima notte dei vampiri)
Horacio Quiroga
Giulio Einaudi editore


Nel profondo, quello invisibile all'esterno, che fa interrogare il prossimo, può nascondersi un'immane insidia. L'amore, la freddezza, la scienza possono tentare un contrasto, con successo o meno.
L'umano può contenere il bestiale?

sabato 21 gennaio 2017

l'angolo

Das Bettelweib von Locarno
2017
Italia
Regia: L.Caligari
Soggetto: Heinrich von Kleist, L. Caligari

Sceneggiatura: L. Caligari

Vendetta classica, morale tipica ma per i tempi attuali intrisa di fuoco, di quello iracondo, di quello purificatore di misfatti. 
Qui forma e adattamento trovano ampia libertà, e il minimalismo ben si sposa con la "paginetta".

domenica 27 marzo 2016

lo spaesamento

Das Unheimliche
2016
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: L. Caligari
Sceneggiatura: L. Caligari

Perturbante, tanto lontano, così vicino. 
Reiterarsi di azioni. Meccaniche, uguali nelle forme e nelle luci, geometrie scelte, grigio infinito. Tunf, tunf, tunf. Rumori, delle pennellate. «Escono dalle mie vene», diceva un "pittore", qui da noi si sentono nella testa. Entrano od escono, non importa. Infettano gli altri, forse. Siamo infettati noi, portatori dalla nascita, possibile. Nero ritornante e bianco ritornante. 
L'automa, arti recisi ed indipendenti, animali immobili... ma si animano? Anche la natura si ripete. Il sinistro.
Tunf tunf.

venerdì 11 luglio 2014

A. E. Poe lo afferma

Il caso Valdemar
1936
Italia
Regia: Gianni Hoepli, Ubaldo Magnaghi
Soggetto: Edgar Allan Poe

Nello Stivale si è saputo parlare della celebre novella sulla sospensione della morte con una certa classe, con intense espressioni e potenza del dettaglio, un "cine-pugno" italico, forte di inserti, primi e primissimi piani, virtuosismi e chiaroscuri. Italiana anche la localizzazione della vicenda, c'è del fascino in quest'interpretazione di un racconto originariamente ambientato negli Stati Uniti.
Interessante notare che uno degli autori sia stato l'Hoepli celebre editore.

sabato 26 aprile 2014

Shintōhō kabushiki kaisha

四谷怪談 (Yotsuya Kaidan)
1956
Giappone
Regia: Masaki Mori


Trasposizione cinematografica della storia di vendetta del fantasma di Yotsuya, un adattamento della vicenda di lemon e Oiwa, probabilmente anche questo girato con il "consenso di Oiwa", che si erge a gustosi livelli.
Potentissimo per il decennio Cinquanta, trasuda gelo mortifero al momento opportuno, sa far calare la nebbia del tormento come sa trasmettere la dolcezza dell'amore, la cupidigia, lo strazio; propone con dovizia di dettaglio le figure della vicenda, comprese la viscida madre del protagonista e il bramoso Taketsu.
Forte fotograficamente (Hiroshi Suzuki ai pennelli di luce) finanche nei titoli, bianco e nero cereo come un fantasma, effetti per nulla invecchiati. Acqua, fuochi d'artificio, lanterne.

domenica 30 marzo 2014

il percorso

Ghost
1984
Giappone
Regia: Takashi Ito

Il fantasma striscia ovunque, all'interno del corpo e della mente, in un dormitorio, vaga di stanza in stanza, di strada in strada, di elemento in elemento. Osserva, grida, maneggia, percorre il mondo in maniera lungamente esposta, passo dopo passo.
Si nutre di luce artificiale.
Aspetta la notte.

domenica 16 marzo 2014

nemo me impune lacessit

The Cask of Amontillado
2014
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: Edgar Allan Poe
Sceneggiatura: L. Caligari

Vendetta in grande stile per Montresor, ai danni dell'impudente Fortunato, visibilmente gran maestro di spocchia. Il barile di Amontillado, il prezioso sherry, è il pungolo posto sotto l'ego smisurato dello sventurato. 
Il tintinnio emesso da campanelli posti su di un cappello da giullare può trasformarsi in uno dei più melodiosi carillon.
A palazzo possono aspettare, anche cinquant'anni.

venerdì 14 marzo 2014

linguaggio granitico

Zombie 2024
2014

Russia
Regia: Mathis Vogel

Scritto: Robert Monell

Jesús Franco non c'è più, ma del cinema come il suo vive nell'underground, nell'anima di molteplici fruitori a cui non interessa inserirsi  in polemiche su quelli che sono definiti i grandi della settima arte, ma basta godere e ri-godere dell'ennesima visione tentacolare. E quando questi si mettono anche a creare entra in campo la reale voluttà, indescrivibile: silenzi, terrori, fermo immagine evocativi, gemme di bellezza umana, suoni sussurrati, poetici quadri statici, uno speaker radiofonico à la vecchio Romero, l'odore del sangue...
Perturbanti percezioni in questo Zombie 2024, "elettro-sensazioni". Siamo creature di carne, impulsi e foglie, "mad doctor" di noi stessi.
He's in Jess Franco state of mind!

domenica 2 febbraio 2014

ricusare

Hilde Warren und der Tod
1917
Germania
Regia: Joe May
Scritto: Fritz Lang

Hilde, la famosa attrice, ha avuto diverse volte la possibilità di entrare nel nero abbraccio, ma ha preferito una vita alla luce, fatta di continui rifiuti, oltre a quello principale. Una luce composta anche di altri raggi, quali la propria metà e la prole connotati da un animo infernale, nonché i molteplici incontri, ma vissuti da altri e in forma diversa, con il di lei visitatore citato sopra.
Quando finalmente deciderà di dire sì all'oscura presenza, la sensazione sarà di liberazione e beatitudine.

giovedì 2 gennaio 2014

le spectateur

A s'y méprendre
(Tanto da ingannare)
(Tratto da Racconti crudeli)
Auguste de Villiers de L'Isle-Adam
Mondadori Editore


Quanto è differente un affollato locale da intrattenimento rispetto a quel tipo di edificio, struttura o piano caratterizzato da tanti corpi inermi distesi? Non si vorrà negare che il colpo d'occhio sia identico? 
E andando ad analizzare dettagli, si scopre che le similitudini permangono anche nel tempo: l'atmosfera generale di torpore, rubinetti e diversi accessori, le anime allontanate.

domenica 8 dicembre 2013

En canot

Sur l'eau (1876)
(Sull'acqua)
(Tratto da La mano scorticata e altre novelle)
Guy de Maupassant

Mondadori Editore

Un fiume non è da meno di un mare in quanto a potere evocativo. Ugualmente possente, maestoso, ricco di fauna e flora, di notte diventa uno spettro sinistramente affascinante, che può fare di un uomo ciò che vuole, anche perché l'entità umana sarà in balìa d'esso, inesorabilmente stregata dal suo magico potere.
Un fiume può parlare e farsi tomba di inenarrabili segreti.

Ô flots, que vous savez de lugubres histoires!
Flots profonds, redoutés des mères à genoux!
Vous vous les racontez en montant les marées
Et c'est ce qui vous fait ces voix désespérées
Que vous avez, le soir, quand vous venez chez nous.

domenica 23 giugno 2013

can such things be?

Beyond the Wall
(Il segnale)
(Tratto da I racconti dell'oltretomba)
Ambrose Bierce
Newton Compton Editori

Una ragazza così dolce da far ardere l'anima con il picchiare leggermente su di un muro, un gentiluomo che si nutre di quella comunicazione così delicata, inequivocabilmente azionata dal calore dei due cuori.
Tutto era partito con la scoperta reciproca e i soliti semplici sguardi, come spesso accade, poi venne la consapevolezza, poi i freni e i paletti d'onore, ma non scomparì l'interesse, che invece crebbe. Non passò molto e si presentò la particolare piega della storia, dove, oltre alla parete protagonista, arrivarono anche altro orgoglio e paranoie, e per finire un immenso rimorso. 
Si ringrazia il signor Bierce per averci narrato una storia d'Amore d'altri tempi, con epilogo, conseguenze e morali forti, ma anche avvenente nel suo candore. 

domenica 26 maggio 2013

«Why did my eyes have to see this?»

The Bogus Man
1980
Stati Uniti d'America
Regia: Nick Zedd
Scritto: Nick Zedd

Seminale e "inseminata" critica al sistema sovrastrutturale e artistico, in particolare alle caratterizzazioni imperialistico/mediatiche che troveranno, nello stesso decennio di produzione, l'apoteosi del proprio essere con il reaganismo.
Pellicola inseminata perché figlia di tante opere e correnti del passato, nonostante una dichiarata critica di Nick Zedd a certe strutture, seminale perché presa in netta considerazione da successori, compresi "figli" ugualmente politicamente scorretti ma meno repellenti.
Cinema della Trasgressione, di cui Zedd è coniatore e parte nodale, che trova forma e sostanza espressiva in questo corto dai contenuti soltanto relativamente diretti, perché viziati da una realizzazione tecnica realmente sovversiva, capace di sfruttare le limitazioni e tramutarle in essenza.
Il "bogus" è l'anima ipocrita ricoperta di patinatura, l'inganno a cui assistono e si prestano in milioni, compresi sedicenti "indipendenti". 
Difficile capire quanto ci sia di cospiratorio e quanto di taciuto, dietro al potere.

domenica 19 maggio 2013

sul bagnato

Soghoth
1986
Argentina
Regia: Diego Curubeto
Scritto: Diego Curubeto

Se molto forte è un credo nell'animo di un individuo, si può arrivare a materializzare i riti ad esso connessi, con una potente proiezione liturgica.
Il cerimoniale sarà unica azione terrena distinguibile.
Gli adepti del culto si ciberanno di ciò che la mente guida ha prodotto, fra echi umidi e monolitici di una realtà promiscua.

sabato 4 maggio 2013

vecchio artigianato

Il mulino delle donne di pietra
1960
Italia
Regia: Giorgio Ferroni
Scritto: Remigio Del Grosso, Giorgio Ferroni, Ugo Liberatore, Giorgio Stegani, Pieter van Weigen

Particolare gotico italico, metà, insieme al "vurdalakiano" La notte dei diavoli, del superbo e unico dittico horror realizzato da Giorgio Ferroni, ritenuto a ragione una pietra miliare del cinema di genere. Ciò che caratterizza l'opera in esame è l'ambientazione nederlandese, con, guarda caso, un mulino protagonista, nelle veci del classico castello o antica magione.
All'inizio fintamente prevedibile nell'intreccio, si snoda in un tema sì arcinoto, ma inaspettato allo spettatore, ipnotizzato dalle arcigne ed ambigue figure e dalle delicatamente colorate fotografia e scenografia, che hanno trasformato una struttura poetica ed in qualche modo rilassante in un antro claustrofobico, opprimente e fuori dal tempo. Fiore all'occhiello di tutta la pellicola è il carillon gigante, poco descrivibile a parole, bisogna beneficiarne visivamente e con l'animo giusto: inquietante, un po' rozzo, efficace, protagonista assoluto del bellissimo finale.
Superata in qualità la storia originale, un omonimo racconto breve di Pieter Van Weigen, il film si avvale soprattutto di abile mano alla camera, con carrellate al limite del virtuosismo ed eleganti nello stesso tempo.
Il cinema che manca ai nostri lidi, nessuna retorica.
Un amore folle, possessivo e viziato dal dolore; uno dolcissimo e probabilmente sincero; uno sanguinoso; uno carnale e laido; uno scherzoso; uno tormentato.
Le presunte vittime di qualcuno d'essi possono sembrare innocenti quanto vogliono, ma il loro esibizionismo è stato punito con la legge del contrappasso per analogia: quanto gli piaceva ostentare estetica ed il loro smisurato io davanti alle platee, ad esempio spartani tavoli di bettole, precursori di vetrine virtuali; quanto stanno bene nella forma di "donne di pietra" in un mulino, in continuo e macchinoso sfoggio per il pubblico. Saranno contente.

lunedì 22 aprile 2013

il cliente è desiderato...

Vogliate gradire l'offerta del giorno...
2013
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: L. Caligari 
Sceneggiatura: L. Caligari

Consumismo sfrenato, anime in corsa in un oscuro tunnel, sudano, si affrettato ad arrivare ad una meta che è sempre lontana, irraggiungibile, l'appagamento è momentaneo, da endorfine. Poi cadono a terra, cadaveri che rimangono sul suolo, diventano putrescenti, saranno calpestati da altre corse, una sull'altra, scalpitando, il punto d'arrivo rimane distante, intanto i corpi si accumulano ed emanano cattivo odore.
Vendere la propria pelle, donare parte di sé come se nulla fosse, il piacere del male, il Moloch della comunità va cibato e non ci si può esimere, è la normalità, tutto il resto, l'altro è spaventosa follia, genera turbamento, è abominio, sregolatezza, piattezza; va possibilmente ucciso e sotterrato.

martedì 9 aprile 2013

perisca il giorno in cui nacqui

胎児が密猟する時 (Taiji ga mitsuryô suru toki)
(Embrione)

1966
Giappone
Regia: Kôji Wakamatsu
Scritto: Yoshiaki Ôtani (Masao Adachi)


Il direttore di un centro commerciale porta nel suo spoglissimo appartamento-loculo una commessa sua sottoposta, per passare del tempo notturno assieme. Ella è null'altro che un pezzo di carne capace di fare qualche calcolo ed intendersi di merce; è immonda, può credersi razionale perché rientra in determinati ranghi organizzati, è dipendente dal giudizio dell'entourage sociale che le gira intorno, è un sacco di merda che non sa distinguere genitori da fratelli, la carne, l'amore, il piscio, lo sterco, l'umanità
Lei, come le altre, si immagina libera e si trasforma in bestia, perché procrea individui come lui, che starebbero meglio residenti perennemente nell'agio del grembo. Madri colpevoli, che hanno preferito figliare e lasciare il mondo, che non hanno ceduto all'ennesimo accesso edipico, mogli colpevoli perché volevano figli in maniera disumana, non dal proprio uomo. Donne che hanno sempre cercato e ricevuto violenza: Maria Antonietta, sangue che diventa sangue.
La commessa, per l'uomo, non si rivela donna dei sogni ma corpo da tre soldi, che fa puerili moine. È utile per vendicarsi sulla razza procreatrice, da rieducare ad una condizione di pura unione di corpo e di spirito.
Lei, nelle pause dell'espiazione, avrà anche modo di dover cancellare dalla sua testa, in maniera drastica, l'idea che la strada percorsa con lui sia favorevole, più del suo grigio giornaliero.
La soluzione potrebbe essere la riunificazione in lei, con essenza di donna, di madre ed ex moglie del tizio, incorporate. Lui in stato embrionale, spento. Soluzione possibile anche per lei.