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lunedì 11 maggio 2009

prima genesi

Frankenstein
1910
Stati Uniti d'America
Regia: J. Searle Dawley
Soggetto: Mary Shelley
Sceneggiatura: J. Searle Dawley

Prodotta dagli Edison Studios, è la prima migrazione cinematografica dell'opera di Mary Wallstonecraft Shelley. Pellicola quasi completamente sconosciuta, è noto che la Creatura ed il Dottore in celluloide più famosi hanno le fattezze di Boris Karloff e Colin Clive , classici personaggi senza tempo del mondo Universal. Si denotano fin dal primo fotogramma i segni del tempo, purtroppo questo gioiello è finito nel dimenticatoio per tanto tempo ed ha sofferto maggiormente dell'usura, comunque la "visionabilità" generale non è compromessa.
Il plot è quello noto, condensato in dodici minuti che non perdono mai di tono. Grande spazio alla creazione ed alla sua modalità, da notare che il tutto avviene con il fuoco, solitamente metafora di distruzione più che di nascita. Sequenza molto curata anche dal punto di vista tecnico, un uso all'inverso della pellicola fa credere che il mostro si componga invece che deteriorarsi. L'aspetto a prodotto ultimato è ben diverso da quello presentato dalla Universal e da Whale (il noto regista), ma anche da quello del romanzo originale. Ottime anche le variazioni cromatiche, scelta presente in molti film del tempo, soprattutto nelle varie riedizioni.
Non possiamo esimerci dal descrivere il finale: la Creatura si annulla specchiandosi e prendendo coscienza del suo aspetto; avviene prima una trasmigrazione nella sua immagine con scomparsa della controparte carnale, poco dopo arriva Frankenstein che vede il suo riflesso ancora sotto forma di creatura per qualche secondo, a simboleggiare che la sua creazione non è altro che il suo io malvagio, ma poi irrompe il suo aspetto materiale e tutto finisce...