1977
Giappone
Regia: Nobuhiko Ôbayashi
Soggetto: Chigumi Ôbayashi
Sceneggiatura: Chiho Katsura
Storia più che classica, ma confezione spumeggiante! Chiunque incappi in codesta pellicola non può rimanerne indifferente, colpisce per le peculiarità o delude per... le peculiarità.
Una studentessa, causa situazione familiare non accettata, parte per una vacanza di gruppo, raggiungendo la zia in una vecchia magione.
Orrore e commedia si fondono in un'amalgama caleidoscopica, un tornado di effetti visivi di stampo vintage. In molti momenti vicino ai film d'animazione, eclettico anche nell'unione di suono e grafica. Siamo nel '77, ma avanti di vari anni come inventiva. Evidente, per l'appassionato, anche ciò che in seguito ha ispirato: Evil Dead e seguiti (La Casa in italiano) torna in mente in più di un'occasione(se la pellicola è stata assaporata in precedenza, nonostante sia ovviamente più recente, il primo capitolo è del 1981). Raimi stesso, il regista, ha ammesso di avere particolare stima per la filmografia orientale di genere. Oltre a riprendere l'originalità delle scelte visive, sembra sia di richiamo anche l'approccio ironico-orrorifico, bilanciato ed appariscente.
Molti personaggi stereotipati, probabile volontà per rendere ancora più macchiettistico il film, altri assurdi e caotici. Musiche che passano dal suono simil carillon al tragico, comprendendo anche pezzi "americaneggianti" ed "europeggianti".
Nonostante l'impostazione generale, la spiegazione di fondo presenta un tema serio e drammatico.
Sui generis, termine giusto per definire l'opera.