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giovedì 13 gennaio 2011

pioggia e sorrisi

狂った一頁 (Kurutta ippêji)
1926
Giappone
Regia: Teinosuke Kinugasa
Soggetto:Yasunari Kawabata
Sceneggiatura: Yasunari Kawabata, Teinosuke Kinugasa, Minoru Inuzuka

Pellicola indispensabile se si vuole avere un quadro sufficiente delle avanguardie cinematografiche diffuse per il mondo, e questa vale in rappresentanza della terra nipponica. Figlia del movimento Shinkankakuha, tradotto come neopercezionismo o neosenzazionalismo, fra le cui schiere era presente Yasunari Kawabata, il noto premio Nobel per la letteratura, soggettista e sceneggiatore dell'opera insieme a Kinugasa stesso e Minoru Inuzuka.
Purtroppo possiamo bearci soltanto di un'ora di film, frutto di un rimontaggio avvenuto dopo un fortunoso ritrovamento nel 1971, e probabilmente parte della comprensibilità è venuta meno. Non è però solo questo a rendere ostica l'assimilazione, ci troviamo di fronte al caso di un film senza didascalie (ispirazione in tal senso possibile da L'ultima risata di Murnau, apprezzato dal regista), al tempo sopperite dall'interpretazione di un benshi, un narratore presente in carne ed ossa. L'impedimento può però trasformarsi in modalità di lettura, creando una sorta di empatia visiva, una trasmissione del senso puramente emozionale, non narrativa, che si confà al volere emotivo dello Shinkankakuha; d'altronde la natura tecnica del film si presta a questa alternativa estrema, essendo un vortice virtuoso, fatto di distorsioni, montaggio accelerato, campi particolari, montaggio alternato e soprattutto sovrimpressioni, tutto utile a creare un'atmosfera onirica, mnemonica e dell'immaginazione. Si è usata gran parte delle tecniche disponibili al tempo, viste anche in film francesi arrivati sul posto, cosa non consolidata nel Giappone di allora, più avvezzo a stilemi realisti. Curiosa la somiglianza anche con le favolose tecniche del cinema sovietico, che Kinugasa avrebbe conosciuto, apprezzando tanto alcuni autori, dopo l'ultimazione di Kurutta... Menzione anche per i titoli iniziali, poeticamente sublimi.
È però con un apporto narrativo che l'opera dà il meglio, tale da aiutarci a capire tratti sfuggenti della storia. Questa descrive la vita in un ospedale psichiatrico, con protagonisti il custode e sua moglie, rinchiusa nella struttura a causa di una passata azione sconsiderata. Personaggi salienti sono anche la figlia della coppia ed il suo compagno, e non meno lo sono gli altri ricoverati, in particolare la vicina di cella della donna, che esternerà le sue emozioni ballando freneticamente per quasi tutta la durata. Sarà proprio lei a dare il via alla sequenza principe, dove i folli si ribelleranno e leggeranno il mondo attraverso il suo corpo. Sottofondo sarà un'ossessiva e martellante musica, allo stesso modo presente nel resto del lavoro, utilizzata più recentemente e in vece dell'accompagnamento originale. Magnifico il finale, dove il protagonista donerà a se stesso, alla sua donna e ai pazienti delle maschere da teatro , tutte sorridenti, che libereranno ognuno facendo da scudo alla cattiva realtà, per esorcizzarla e far finalmente venir fuori la serenità.
In Italia è noto come Una pagina di follia.

6 commenti:

  1. incredibile! coincidenza unica, questa. e io che pensavo di essere originale :)

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  2. A distanza di DUE MINUTI!!! E mica parliamo di un film in programmazione in questi giorni, così sarebbe stato più normale! :D Quando ho visto il blogroll ho pensato ad un problema tecnico, tipo che avesse messo il mio post sotto il nome del tuo blog, ahahah!

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  3. ahah, sì, è vero, una possibilità su un miliardo! sembra quasi che ci siamo messi d'accordo :)

    concordo sul fatto che, in qualche modo, i nostri commenti si compensano: io non sono in grado di dare una lettura tecnica troppo precisa, cosa che tu invece hai fatto splendidamente.
    be', ora si può veramente dire (considerando pure la rece su Scaglie) che, a questo film, è stata restituita la giusta dignità cinematografica!

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  4. ahah! avevo visto stamattina, tutti e due lo stesso film, e certo non una roba comunissima!
    mi pare troppo impegnativo per i miei ridotti neuroni, vedremo... :)

    uff... quando togli la "verifica parole"? ;-)

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  5. @Einzige: sono contento che ti sia piaciuta anche l'analisi più specificamente tecnica, ho apprezzato la pellicola anche per quelle scelte.
    Vero, un giro di blog che ridà lustro al sopito!

    @robydick: spesso ho pensato che il "caso" avesse spiegazioni più profonde, diverse dal senso noto...
    Comunque, se non ti "pesano" le avanguardie tedesche o sovietiche puoi provare a guardare anche questo, così completiamo l'opera di informazione!
    La verifica di default non l'ho mai disattivata, vero; lo faccio ora! ;)

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  6. @Maurizio: eri già passato, tutto fatto. ;)

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