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mercoledì 21 agosto 2013

passaggio a livello

L'arrivée d'un train
2013
Italia
Regia: L. Caligari (Luigi Castellitto)
Soggetto: L. Caligari
Sceneggiatura: L. Caligari

Caligari si mostra palesemente debitore verso gli esordi del cinema in senso più stretto, giunti alla fine dell'Ottocento. Per permettere di leggere questo corto, supponiamo non sia necessario spendere parole per quelle opere, basta averne presente il potere seminale, insieme ad una rappresentazione della meccanica, della tecnologia, della meccanicità, dell'elettrificazione, ecc., e di tutto ciò contemplato anche da un punto di vista metaforico, allegorico, largo quanto possibile.

10 commenti:

  1. La meccanica del treno che sfreccia sulle rotaie per me ha sempre un po' a che fare con la perforazione dell'occhio.

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    1. Ah, Veronica, ho riflettuto parecchio su questa cosa che dici e sui risvolti inerenti l'occhio meccanico e umano che sia.

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  2. Come vedi sono tornato. È un piacere salutarti.

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  3. Ma, scrivi in un modo molto poetico, e anche molto diverso de li altri blog che ho letto. Il tuo linguaggio è molto bello, mi piace leggere in italiano. Tempo fa anche io parlavo italiana, adesso ho dimenticato molte parole. Grazie per la tua visita.

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    1. Grazie, il comunicare in certi modi per me è importante, oltre la sostanza è anche la forma a dire molto.

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  4. I treni hanno sempre esercitato un fascino particolare su di me..forse per via dei lunghi viaggi che facevo con mia mamma...Milano-Barletta e viceversa. Viaggi che quando ero bambina duravano almeno 10 ore. Ripenso a quei momenti con malinconia..ricordo le lunghe passeggiate passando da un vagone all'altro per raggiungere la carrozza ristorante. Ci si sedeva, e si ordinava un tè, e intanto il mondo ci passava accanto, e io riuscivo a malapena a mettere a fuoco qualcosa...e quando ci riuscivo, quel qualcosa già non c'era più..era passato..
    Sono felice di fare la tua conoscenza :) Ti seguo con grande piacere. Buona serata e a presto :)

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    1. L'effetto prorompente per del viaggio sulle rotaie era anche quello di essere padroni di muoversi in un mondo a nostro servizio, con comodità di quelle note, mentre si veniva trasportati altrove, come in una bolla sotto l'acqua o nello spazio.
      Rumori, odori e meccanicità facevano il resto.
      Anch'io sono felice di averti scoperta, anche per la questione fotografica: io sono più addentro alle immagini in movimento, ma condividiamo diverse concezioni.
      A prestissimo!

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