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lunedì 31 dicembre 2012

anche un treno è inutile

La Chambre bleue
(La camera azzurra)
(Tratto da Racconti e novelle)
Prosper Mérimée
Sansoni Editore

Il senso di colpa è una delle più pressanti sciagure che possano colpire capo ed animo, con il primo che elabora inquietanti pensieri indotti, anche dei più allucinanti. Il restante fisico reagisce in misura uguale, soffrendo, ansimando. 
Non si è mai al sicuro quando ci si sente macchiati, anche se ci si allontana dall'abitato, ci si vela o apparta in un veicolo o in una sperduta camera d'albergo.
Le storie annesse, le citate fantasie germinate dal peccato possono rovinare notte e giorno, sonno e veglia, appetito e digiuno.
La sporco della coscienza passerà anche sotto una porta.
Non c'è amore incorretto che sia totalmente esente da senso di colpevolezza.

12 commenti:

  1. "Allevare un animale che possa fare delle promesse - non è proprio questo il
    compito paradossale che la natura si è imposta nei confronti dell'uomo? Non è
    questo, in realtà, il vero problema dell'uomo?..."

    Il senso di colpa non è altro che una violenza imposta a se stessi da se stessi - per un reciproco corrispondere al sentimento di sofferenza (collera!) di chi ha subìto - e da chi ha subìto (e dagli spettatori sociali incorporati nella coscienza e nell'ordine statale). Non è altro che "un diritto di crudeltà" esercitato su chi ha commesso un fatto che ha rotto un determinato patto (investito di una sacralità innaturale, di natura potrei dire largamente religiosa o persino cavalleresca! Anche se si preferisce dire "di diritto" o convenzionale). Ecco che nella rottura s'insinua nascosto sotto la veste drammatica del ferimento del ferito, il più grande piacere: "la voluttà de faire le mal pour le plaisir de le faire".

    "Per il tramite della pena inflitta al debitore, il creditore partecipa di un diritto signorile; finalmente può godere del sentimento gratificante di poter disprezzare e maltrattare un essere umano come qualcosa che sta sotto di lui - o per lo meno, nel caso che il vero e proprio potere penale, l'applicazione di una pena sia già stata affidata all'autorità, di vederlo disprezzato e maltrattato. La compensazione consiste dunque in un mandato e in un diritto alla crudeltà"

    Ed ancora...

    "La concatenazione di idee, colpa e dolore (...) forse si è fatta indissolubile. E
    chiediamoci ancora: in che misura il dolore può essere una compensazione dei
    debiti? Nella misura in cui far soffrire procurava grandissimo piacere, nella
    misura in cui il danneggiato scambiava il danno, con in più l'irritazione per il
    danno, con un contropiacere straordinario: il far soffrire - vera e propria FESTA" !

    Certe volte le cose non sono quel che sembrano. Il coltello sta dalla parte di chi lo ha avuto penetrato nel petto. La mano sporca invece può in tal caso divenire l'arma di un'ingiusta tortura di sé senza fine. Dici benissimo e profondamente quando cogli l'aspetto fisiologico. Lo ritengo il luogo più fondamentale dove questa violenza agisce, sia a livello singolare e personale che sociale, storico e legislativo.
    Ho citato la Genealogia della morale, ma c'è dell'altro anche altrove. Credo sia importante leggere la seconda dissertazione, ispira.

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    1. Allora qualcosa di "bene" dico anch'io!
      I miei millemila lettori mi hanno scritto mail di entusiasmo per il tuo commento; uno vuole concederti una cattedra, tre si dicono innamorati.

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  2. Salve,
    augurandoti un felice 2013, ti invito a votare i migliori film del 2012 sul mio blog. Nella pagina trovi anche il link per votare come "blogger cinematografico". Ovviamente, l'invito è esteso a tutti i blogger di cinema qui di passaggio che non sono ancora riuscito a contattare e a tutti i visitatori amanti del cinema!

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    1. Non aspettavo altro che questo commento, altro che spumante e lenticchie.

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  3. Ciao Luigi,
    grazie per i tuoi commenti su Inside the Select, ti ho risposto lì ;)
    molto interessante il tuo blog, ti seguo!

    http://insidetheselect.blogspot.com

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    1. Oh, mi fa piacere! Allora esigo di rileggerti da queste parti!

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  4. Il senso di colpa....e chi di noi non l'ha mai provato?
    A volte ti senti in colpa per aver omesso di fare o dire un qualcosa altre, invece, il senso nasce dalla sola colpa d'esser se stessi. E' una colpa non esser malati, è una colpa poter mangiare è una colpa non poter gridare per chi non ha voce!

    Buon anno Occhio.....è solo il 2 gennaio ma a me sembra che quest'anno sia cominciato già da un pezzo!
    Rischio alto.....potrebbe venir fuori un ennesimo senso di colpa!

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    1. Vero, capita anche che qualcuno ti faccia sentire in colpa perché sei te stesso (o si fa tutto in proprio).
      Buon anno, se non te l'avevo augurato, in ritardo.

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