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sabato 21 luglio 2012

acredine citerina

므이 (Muoi)
2007
Corea del Sud, Vietnam
Regia: Tae-kyeong Kim
Scritto: Zizak, Tae-kyeong Kim

Il tradimento non smette mai di essere in voga, anche in Oriente. Molti hanno subito quest'onta da una persona di cui si fidavano, partendo da storie d'amore o d'amicizia. La dolce Muoi, come in tradizioni ormai ben note, da bella ed angelica in vita si tramuterà, per vendetta, in terribile da morta, uno spirito che cavalcherà gli anni facendo leva sulle vittime dell'infedeltà...
Coproduzione sudcoreana e vietnamita, ingrana, come tanti film del Sud-Est asiatico, grazie ai fantastici scenari naturali, in questo caso provenienti dalla terra di Ho Chi Minh, ricchi sempre di verde e vitale acqua, e per l'esoticità dei complessi urbani. D'aiuto il rapporto d'aspetto 2.35:1, che permette una visione ed un respiro più ampi. Fotografia curiosamente virata sul giallo, vieppiù man mano che si arriva alla fine. Giallo gelosia o contrappunto perché simbolo di vitalità? O forse la potenza vitale è quella degli esseri sovrannaturali, del rancore!
Pur presentando punti deboli quali diverse ingenuità, scopiazzature d'occidentalismi e ingolfamenti, vive della delicatezza delle due interpreti principali, l'amabile e simpatica An Jo nella parte di Yun-hui e l'ipnotizzante Ye-ryeon Cha in quella di Seo-yeon, vestite anche nella sobrietà affascinante di abiti tradizionali. Il loro rapporto, leso con il tempo tempo, è candido e perverso, suggerito ma mai mostrato apertamente, mostrato discostato o forse soltanto ambivalente. Muoi farà la parte del giudice, un terzo elemento protagonista perché mezzo.
Certamente un horror, ma parco di momenti realmente di panico, al contrario di altre produzioni orientali cariche di terrorizzanti iconografie e "bus".
Il regista Tae-kyeong Kim ha nel carnet tre film e tutti horror, gli atri due sono Ryeong (2004) e Don't Click, attualmente in post produzione.

13 commenti:

  1. Tradimento è un taglio di polsi dritto alle vene, obliquo, sdraiato, marcio, chiusi in bagno a terra, con un rasoio da barba che funziona male, asciutto, le notti ti coricano dove viene, a terra è duro e freddo, come la tua tomba. Infatti, i sentimenti e la vita sono l'identica sostanza. Non amiamo la vita perché ci abituiamo ad essa, bensì per l'amore. Quella tomba di ogni immaginazione è morta sul terreno flaccido della tua realtà irrisolta che ti si mostra nel suo aspetto peggiore. La sfiducia è come un male radicale, è teologia ancora prima che antropologia. Tutto si spegne, tranne le luci accese di quel bagno. A notte fonda la lampada brucia sui tuoi capelli. Il resto è muto silenzio nella camera accanto di chi ha la colpa, ti ignora ancora per egoismo. E' quanto di più terribile, il disprezzo. Nessuno che dovrebbe esserci, c'è. E non c'era mai stato. Se non come un fantasma di se stessi. Nessuno viene a prenderti e se lo fa è per pietà. E ti resta il segno di un buco fatto più profondo in un dito della tua mano sinistra, che nel cuore non si poteva bucare altro perché batteva così forte da chiamarsi panico e non potevi raggiungerlo; una ferita in un dito che ancora si vede e te lo ricorda ogni volta. Non credi più a niente e a nessuno. Per mesi e mesi, - anni, volte, occasioni - l'ansia, l'idea ti ha dominato ancora. E basta anche una finestra bianca che si tinge di indifferenza, e incomprensione, basta questo perfetto estraneo verso il quale nutri una fiducia incondizionata e verso cui dentro di te hai coltivato un terreno, forse sterile e su poche occasioni, ma importantissimo senza un esprimibile perché, che crolli all'idea di stare amando un nulla altro che presto o tardi ti annullerà dai suoi pensieri per così poco, come se niente fosse stato, neanche un sogno o un delirio intenso e reale ma di pochi attimi; non avrai più la sua parola che è tutto ciò che avevi da credere oggi. Ti ricorderà quella tua fragilità, non credenza strutturale, la stupidità di chi si abbandona a un altro incoscientemente, per totale fiducia in lui. Naturale domandarsi: perché cominciare qualcosa che quando finirà non ti ricorderai neanche perché era cominciata ? Soltanto il negativo ti resterà come fatto caratterizzante di allora, il positivo sarà meno di zero e poco essenziale per la tua vita. Questo è il problema di ogni inizio, la domanda cruciale. Il rapporto leso dal tempo non esiste, è già preannunciato nel suo cominciare, come ogni cosa è l'angoscia dell'abbandono di sé nell'altro. E' accettare il rischio di un evento naturale e necessario come il tradire, metafora del divenire di tutte le cose. Ma se l'amore o l'amicizia non possono resistervi, la volontà può. Forse la parola o l'immagine...
    Il film ce l'ho qui davanti a me. Alle 5 del mattino, a parte vomitare dopo una notte sospesa non avrei niente da perdere. Si può guardare. Se non altro per le ingenuità che mi piacciono tanto, mi ricordano quelle cose che guardo sempre.

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  2. Dimenticavo, Cha Ye-ryeon mi piace sempre tanto. L'ultima volta l'ho vista in Dr. Champ (in una parte assieme a Uhm Tae Woong, mi era piaciuto), in My Black Mini Dress (una cagata), Do re mi fa sol (con Jang Keun Suk che lo odio con tutte le mie forze), e in Pyung Kang.
    Jo An non è una molto richiesta, forse l'avevo vista in Chosun Police e basta e in un altro vecchio vecchio su SBS che non mi ricordo.
    Gossip. Invece è utile.

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  3. Il titolo...Acredine citerina, contro la telecamera, che non s'è bruciata ! E comunque, quanto fa male.
    By esistenza anonima, non una qualunque, quella che Lévinas chiama "IL Y A".

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  4. @anonimo: già, fiducia verso chi è dall'altra parte di una parete, che se sapesse ti riprenderebbe sonnolente e svogliato. Momento catartico che ti rileva diverse cose, forse anche positive, come una droga, ma così impalpabili da essere inutili in senso materiale.
    Però non sottovalutare gli appigli (e se lo dico io...), possono avere forma anomala, ma l'utilità può scatenarsi come una bomba. Appigli che non è detto siano una vendetta.

    Ye-ryeon Cha l'ho vista più volte anch'io, molto brava e "segnata", An Jo mai vista, ma mi ha preso, sbarazzina al punto giusto!

    Io sono qui.

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  5. "Ti riprenderebbe sonnolente e svogliato" ? Boh, non l'ho capita, ma fa niente : D
    No no, non li sottovaluto io ! Quando mai ! Una bomba atomica, ma io ci voglio entrare come una Viet Cong ! No no una vendetta, una liberazione !

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  6. @Anonimo: il "colui" tipico su cui si faceva affidamento, la persona-delusione. Sarebbe svogliato anche durante la tua dipartita.

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  7. Ciao. Volevo solo salutarti dalle ferie.

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  8. No! Honestly I don't wacth this, but when I wacht one, I always think that they are crazy...!

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  9. @Fainting: is true, not like the japanese, but they are!

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